Istat, record negativo di nascite in Italia

Il calo delle nascite in Italia non è una novità e dal 2015 non ha mai accennato ad arrestarsi. Lo conferma l'ultimo rapporto di Istat, secondo il quale nel 2018 sono stati iscritti all'anagrafe circa 439mila bambini, ben 140 mila in meno rispetto al 2008, appena dieci anni fa.

I residenti cancellati per decesso lo scorso anno sono stati più di 633mila, in un divario che si fa sempre più ampio. L'Italia è ufficialmente in recessione demografica e le previsioni per il futuro sono tutt'altro che rosee:

Si prevede un primo leggero ridimensionamento, da 60,4 a 60,3 milioni di abitanti tra il 2019 e il 2030, per poi subire un calo ben più accentuato che porterebbe la popolazione nel 2050 a 58,2 milioni, con una perdita complessiva di 2,2 milioni di residenti rispetto a oggi.

Entro il 2050, secondo le previsioni di Istat, aumenterà sensibilmente il numero dei cittadini ultra65enni: se nel 2018 rappresentavano il 23% del totale, entro i prossimi 30 anni potrebbero toccare quota 32-37% della popolazione italiana. Allo stesso modo la popolazione di età 0-14 anni (13,5% nel 2018) potrebbe scendere fino al 10,2%. Sembra destinata a ridursi anche la quota dei 15-64 enni.

Questo, secondo l'Istat, influirà in modo importante anche sulla crescita economica del Paese:

Questi cambiamenti, in assenza di significative misure di contrasto, potrebbero determinare ricadute negative sul potenziale di crescita economica, con impatti rilevanti sull’organizzazione dei processi produttivi e sulla struttura e la qualità del capitale umano disponibile; non mancherebbero altresì di influenzare la consistenza e la composizione dei consumi delle famiglie, con il rischio di agire da freno alla domanda di beni e servizi.

Gian Carlo Blangiardo, Presidente dell'Istat, ha confrontato l'attuale situazione demografica in Italia con quella del biennio 1917-1918, sul finire della Prima Guerra Mondiale: "La recessione demografica che sta colpendo l'Italia si sta traducendo in un vero e proprio calo numerico di cui si ha memoria nella storia d'Italia solo risalendo al lontano biennio 1917-1918, un'epoca segnata dalla Grande Guerra e dai successivi drammatici effetti dell'epidemia di 'spagnola'".

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