Clima: i Paesi di Visegrad fanno saltare l'accordo sul "zero emissioni"

I Paesi del Gruppo Visegrad hanno fatto saltare l'accordo per azzerare le emissioni di co2 nel 2050

Mentre un po' tutti sono concentrati sulle nomine della nuova Commissione Europea e sulla procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia, ieri è successo un fatto molto grave. Durante il Consiglio Europeo è infatti saltato l'accordo sul clima. L'obiettivo era quello di impegnarsi, a livello UE, per raggiungere le "zero emissioni di co2" entro il 2050; un traguardo importante, che potrebbe oltretutto anche risultare tardivo.

Nonostante l'imminente catastrofe climatica alle porte, l'accordo è saltato per l'opposizione della maggioranza dei Paesi del Gruppo Visegrad, vale a dire Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca. La Presidente slovacca, Zuzana Caputova, si è invece espressa in favore dell'accordo, chiedendo agli altri 3 Paesi del Gruppo Visegrad di aderire. Un appello caduto nel vuoto perché Jaroslaw Kaczynski (Polonia), Viktor Orbán (Ungheria) e Andrej Babis (Cechia) hanno deciso di ignorarlo.

Greenpeace ha condannato la politica europea, che continua ad ignorare l'emergenza climatica: "Le parole vuote non possono ricostruire una casa distrutta da una frana o ripagare un contadino che ha perso il raccolto per la siccità. Merkel e Macron non sono riusciti a convincere la Polonia e gli altri Paesi. Con le persone in strada che chiedono azioni e con gli avvertimenti degli scienziati che affermano che la finestra di azione si sta chiudendo velocemente, i nostri governi avevano la possibilità di portare l’Europa avanti su un percorso rapido verso la completa decarbonizzazione. L’hanno fatta esplodere".

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