Di Maio risponde a Di Battista: "Mi sono inca**ato. Salvini? Ha usato i voli di Stato per la campagna elettorale"

C'erano circa 300 persone a Terni per il primo "incontro territoriale" del M5S, al quale ha preso parte anche Luigi Di Maio. L'assemblea, voluta per tornare a porgere l'attenzione nei confronti della base, è durata circa 4 ore ed è terminata con l'intervento dello stesso Capo Politico, che ha replicato alle osservazioni degli attivisti.

L'incontro non era aperto alla stampa, ma alcuni giornalisti hanno potuto catturare qualche passaggio del discorso di Di Maio approfittando di una porta lasciata sbadatamente aperta. Tra le frasi udite e riportate ce n'è una che riguarda Alessandro Di Battista ed il suo nuovo libro "Politicamente Scorretto", nel quale sono presenti passaggi critici nei confronti del Governo gialloverde ed anche dello stesso M5S.

Di Battista ha accusato i suoi compagni di avventura di non aver saputo coniugare nel migliore dei modi i compiti di Governo con l'attività politica, lasciando così a Salvini il palcoscenico. Di Maio non ha apprezzato questo giudizio e l'ha detto a chiare lettere: “Mi sono incazzato in questi giorni quando ho sentito la frase ‘burocrati chiusi dentro ai Ministeri’. Alle politiche facemmo diecimila chilometri in tre mesi, questa volta li ho fatti in un mese perché fino al mese prima abbiamo lavorato a Roma nei ministeri a tamburo battente”.

Poi il pentastellato ha anche fatto riferimento allo stesso Matteo Salvini, citandolo come un esempio negativo: “In campagna elettorale mi dicevano quello sta in ogni Comune e io non ci sono mai? Certo, poi abbiamo scoperto che usava gli aerei di Stato. Questa roba qua non può essere il nostro modello di riferimento. Se qualcuno pensa che dobbiamo cominciare a fare i voti con quella roba lì, uccidiamo il Movimento”.

Infine Di Maio ha difeso l'operato del Governo, perché a suo giudizio il M5S sta rispettando gli impegni presi durante la campagna elettorale delle politiche nonostante l'alleanza con la Lega: “Sono punti che facevano parte del nostro programma. Non è che siano popolari eh. Perché tutti i nostri provvedimenti si rivolgono a delle parti di Paese ben specifiche che sono in difficoltà. Penso al reddito di cittadinanza come al salario minimo”.

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