Beppe Grillo e le 'tre balle' sul Movimento 5 Stelle


Per Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle il momento non è dei più facili: la questione del simbolo rubato tiene banco, i sondaggi sono un po' altalenanti ma nel complesso registrano una certa difficoltà del partito, Favia si candida con Rivoluzione Civile e poi ci sono state le polemiche su Casa Pound, ecc. ecc. Insomma, per Grillo e i suoi il momento è di quelli che rischiano di fare saltare i nervi. Ed ecco che per sgomberare il campo dai dubbi il blogger genovese mette in fila le tre balle che si dicono del M5S, con un post sul suo blog.

PRIMA BALLA. L'indicazione di "Capo politico" nella presentazione del simbolo e del programma è obbligatoria, deve essere scritta per forza così per legge. Non ha nulla a che fare con il premierato che in Italia NON ESISTE. I giornalisti che spacciano la balla dei candidati premier non hanno letto né la Costituzione, né la legge elettorale. Il candidato alla presidenza del Consiglio è scelto liberamente dal Presidente della Repubblica, come è avvenuto per Monti e decine di volte dal dopoguerra.



Dal punto di vista della legge, le considerazioni di Grillo non fanno una grinza e la questione è già stata analizzata. In Italia non si può esprimere il candidato premier perché, formalmente, viene nominato dal Capo dello Stato su indicazione del Parlamento. Di fatto, però, il premier è sempre stato - nella Seconda Repubblica - il capo politico della cooalizione vincente. Da noi - nel solito sgangherato modo italico - c'è una sorta di premierato per convenzione. Quindi Grillo ha tutte le ragioni dalla sua, ma è normale che un po' di confusione si sia creata: a volte l'usanza diventa più importante della legge.

SECONDA BALLA. Grillo ha aperto a Casa Pound, vuole allearsi con i fascisti... chi lo ha scritto è in totale malafede, un leccaculo del Sistema. Io non ho aperto a nessun partito e non sono fascista né simpatizzante del fascismo. Ma chi credete di prendere per il culo? Invece ho detto e ribadisco che il M5S non è un movimento ideologico, ma vuole ottenere la democrazia diretta E' un movimento al quale chiunque non sia iscritto a un partito e accetti il suo programma, può iscriversi. E' ecumenico.

Beh, qui la questione è un po' più controversa: Grillo non ha detto di volersi alleare con i fascisti. Ha però detto che alcune idee di Casa Pound sono condivisibili. Ora, ognuno può pensarla come vuole, ma se si va in giro a chiaccherare con i neofascisti, facendogli anche dei complimenti non ci si può aspettare altro che polemiche. Va bene, nel M5S può entrare chiunque non sia iscritto a partiti e abbia la fedina penale pulita: allora forse il problema sta nel non-statuto. E comunque nessuno dimentica i tanti precedenti in cui consiglieri comunali eletti nelle liste del Movimento si sono schierati in alcune delibere a favore di Casa Pound. E' evidente che una liason di qualche tipo esiste.

TERZA BALLA. Il M5S prende soldi per la campagna elettorale come tutti gli altri. Il M5S chiede contributi liberi ai cittadini che lo vogliono sostenere. Non ha mai ricevuto contributi pubblici in passato per le elezioni regionali. Non chiederà contributi pubblici per le elezioni politiche (con le attuali proiezioni di voto avrebbe diritto a circa 100 milioni di euro) al contrario di tutti gli altri partiti, sia quelli con la foglia di fico che quelli senza.

Questa questione nasce dopo la polemica con il TG3 ed è impossibile dare torto a Grillo nel merito: prendere i rimborsi elettorali che gli italiani hanno provato ad abolire via referendum e chiedere un contributo volontario ai sostenitori non è la stessa cosa. Anche perché in qualche modo un movimento politico deve finanziarsi i costi, e l'M5S ha scelto la via più trasparente e difficile.

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