Pedofilia, vittime chiedono 5 milioni alla diocesi di Savona

sacerdote

Lo scandalo pedofilia ha travolto la chiesa cattolica in tutto il Mondo, anche se in Italia gli innumerevoli casi di abusi e denunce che si susseguono un po' ovunque tendono a passare inosservati. Oggi, però, è un caso tutto italiano a conquistare le prime pagine grazie all'associazione Rete l'Abuso, che ha deciso di chiedere i danni alla diocesi di Savona-Noli per cinque casi di pedofilia.

I casi ruotano intorno alla figura di don Nello Giraudo, il prete smascherato da Le Iene che avrebbe abusato di ragazzini minorenni per oltre 20 anni, godendo delle ripetute coperture da parte dei suoi superiori. Il religioso fu condannato nel 2012 ad un anno e sei mesi di carcere per abuso di minore e successivamente, nel 2017, ad un anno di carcere per un altro caso di violenza sessuale su minore.

In quell'occasione i giudici scrissero nero su bianco che l'allora vescovo di Savona-Noli Dante Lafranconi - ora vescovo emerito di Cremona - ebbe un ruolo nella copertura di quegli abusi:

Non vi è dubbio che Lafranconi fosse a conoscenza delle gravi condotte addebitate a Giraudo e, nonostante spettasse a lui, quale ordinario della Diocesi alla quale detto sacerdote apparteneva, tutelare le comunità dei fedeli (e in special modo i minori) che venivano a contatto con don Nello, si guardò bene dall’assumere qualsivoglia iniziativa volta ad evitare che questi continuasse nelle sue esecrabili condotte, addirittura consentendogli di gestire una comunità per minori con difficoltà familiari.

E così, di fronte alle pene leggere inflitte al sacerdote in tribunale, le vittime di quegli abusi hanno deciso di rivolgersi alla diocesi di Savona-Noli per chiedere un cospicuo risarcimento: quasi 5 milioni di euro in totale per le cinque vittime accertate del sacerdote.

A far partire la causa civile è stata l'associazione Rete l'Abuso che ha come presidente Francesco Zanardi, una delle vittime del religioso, che ha deciso di muoversi quando ogni tipo di accordo con la diocesi è stato impossibile.

Il processo inizierà il 15 novembre prossimo.

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