Flat tax, Di Maio risponde a Garavaglia: "Svelate le coperture"

Massimo Garavaglia, viceministro dell'economia, è colui che dovrebbe avere tra le mani la proposta di Flat Tax della Lega, per attuare la quale avrebbe già individuato i 15 miliardi di coperture. Salvini e gli altri leghisti continuano a ripetere in ogni occasione che le "coperture sono già state individuate", ma curiosamente non hanno ancora mostrato i loro conti a nessuno; neanche a Di Maio e al Movimento 5 Stelle.

Oggi Garavaglia ha ribadito che le "coperture ci sono", ma aggiunto che non le mostrerà all'alleato di Governo fino a quando non vedrà a sua volta le coperture per il salario minimo.

Di Maio non ha apprezzato le sue parole e l'ha invitato, nuovamente, a mostrare a tutti i conti fatti dalla Lega: "Non è il caso di giocare a nascondino con 15 miliardi di euro per fare la flat tax. Anche perché lo devono dire a tutti gli italiani dove troveranno questi soldi. Spero che siano risorse fresche che servano alla flat tax senza che si tolga nulla agli italiani".

E ancora: "Sulla manovra il tema non è se anticiparla o meno, per me si può fare pure domani. Il tema è cosa ci mettiamo dentro. Stamattina ho sentito Garavaglia che non vuole dire dove sono i 15 miliardi di euro della flat tax 'altrimenti Di Maio me li ruba'. Non vorrei che per fare la flat tax si voglia togliere qualcosa agli italiani. Sono sicuro che non sarà cosi, ma è meglio dirlo perché per me bisogna disinnescare le clausole di salvaguardia Iva che significa evitare aumenti Iva".

A stretto giro è arrivata la controreplica dello stesso Garavaglia, a margine di un evento organizzato da Il Sole 24 Ore: "Non ci interessa fare polemiche. Noi abbiamo tutto chiaro. Vediamo anche le altre carte. Le coperture ci sono. Abbiamo diversi modelli che stiamo affinando per poi scegliere insieme a Salvini e agli altri amici il modello migliore. A valle di quello ci sono costi, coperture e quant’altro".

Insomma, si continua a giocare a nascondino. Quindici miliardi - fino a pochi giorni fa si parlava della necessità di trovarne 30 - da qualche parte dovranno saltar fuori. E, per forza di cose, qualche settore strategico per il welfare subirà dei tagli. Saranno davvero contenti gli italiani di aver più soldi in busta paga per utilizzarli poi per andare a fronteggiare dei tagli alla sanità e/o alla scuola? Sarebbe il caso di iniziare a giocare davvero a carte scoperte.

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