Tav, Ue chiede a Italia e Francia chiarimenti o dovranno restituire 120 milioni

Ue chiede chiarimenti sulla Tav

L’Unione europea richiama l'Italia e la Francia sulla Tav: i due paesi membri entro luglio dovranno chiarire se e come intendono avanzare nel progetto dell’Alta velocità Torino-Lione se non vogliono rischiare di perdere i fondi ancora a disposizione per l’opera e non vogliono restituire i 120 milioni di euro già ricevuti.

Lo riferisce l'agenzia Ansa, citando un colloquio telefonico avvenuto nei giorni scorsi tra la commissaria Ue uscente ai Trasporti, Violeta Bulc, e il ministro delle Infrastrutture italiano Danilo Toninelli.

L’opposizione alla Tav da parte del Movimento Cinque Stelle è nota ed è uno dei motivi di contrasto con l’alleato di governo. La Lega spinge per l’opera ed è pronta a scaricare i costi, economici e politici, di un eventuale stop sul M5s.

Al governo italiano sarebbe stato chiesto dalla Bulc di dire "con chiarezza e rapidamente" se si punta a un prolungamento del Grant agreement, cioè il contratto di sovvenzione, per lavori che avrebbero dovuto essere già stati completati entro la fine del 2019. Se non arriverà una richiesta di proroga del Grant agreement, la seconda tranche di fondi sarà bloccata mentre la prima potrebbe appunto tornare indietro.

Bruxelles potrebbe decidere di indire, con le risorse inutilizzate, nuovi bandi già in autunno, per poi allocare i fondi nel 2020. Per la Tav finora l’Ue ha allocato fondi per 813 milioni, il 40% circa del costo della prima parte delle opere previste, 120 mln sono già stati erogati. Il resto è bloccato finché non partono i bandi di gara.

Su queste basi domani a Parigi si terrà il consiglio d'amministrazione di Telt, la società italo-francese incaricata della realizzazione della tratta.

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