Ripristinata la scorta al Capitano Ultimo: "Accolta tesi difensiva, esposto a gravi rischi"

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Sergio De Caprio, il capitano Ultimo, l’uomo che catturò il boss dei boss Totò Riina, ha di nuovo la sua scorta come rende noto il suo avvocato Antonino Galletti: "Siamo orgogliosi del fatto che il Tar del Lazio abbia accolto la nostra tesi difensiva". Secondo i giudici amministrativi la revoca della scorta avrebbe dovuto essere adottata "sulla base di una valutazione approfondita della situazione di rischio", cosa che non è avvenuta.

Il legale del capitano Ultimo spiega: "La revoca è stata frettolosa e non motivata in modo approfondito ed ha esposto il colonnello Sergio De Caprio a gravi rischi che, fortunatamente, i magistrati amministrativi hanno scongiurato prima in sede cautelare con l'ordinanza di sospensiva ed ora definitivamente nel merito con la sentenza".

A dicembre 2018 la sezione I ter del Tar del Lazio aveva infatti sospeso la revoca della scorta a De Caprio. "Oggi con coraggio il Tar di Roma ha arginato l'illegittima e prevaricazione che alcuni funzionari della sicurezza pubblica hanno esercitato contro il diritto alla vita, alla sicurezza ed alla difesa di un cittadino e di un carabiniere" aveva commentato il colonnello.

Tramite il suo avvocato l’ufficiale dei carabinieri aveva aggiunto: "I giudici hanno ritenuto finalmente che l'uomo e la sua sicurezza prevalgono sulla burocrazia. Verso tutti quelli che in questa vicenda, pur avendone la possibilità, non hanno fatto e non fanno nulla va il massimo disprezzo dell'uomo e del carabiniere".

La decisione di revocare la scorta al capitano Ultimo era stata presa il 31 luglio 2018 dall’Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale su proposta della prefettura competente ed era diventa operativa il 3 settembre.

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