Liste pulite: Pdl nella bufera per la candidatura di Cosentino


Mancano pochi giorni alla chiusura delle liste elettorali e nel Pdl scoppia il caso-Cosentino: come vi avevamo anticipato la settimana scorsa, il potente deputato di Casal di Principe, è stato inserito nella lista dei candidati Pdl nonostante le inchieste a suo carico, su tutte quella sui rapporti con il clan camorristico dei Casalesi. Visto che la legge sull'incandidabilità non riguarda la sua vicenda, e che il partito ha deciso di non candidare solo chi ha condanne definitive, e di valutare gli altri caso per caso, Cosentino è finito al n°2 nelle liste per il Senato in Campania, un seggio sicuro.

Per giorni la candidatura è stata solo ipotetica, ma quando è diventata certa è insorta la fronda all'interno del partito. A guidarla è Angelino Alfano – che, come segretario, avrebbe il compito di stilare le liste, compito che però sta svolgendo Denis Verdini. Alfano punta il dito anche sulla candidatura, sempre in Campania, di Alfonso Papa e Luigi Cesaro, entrambi con carichi giudiziari pendenti: "con loro ci giochiamo la Campania e la vittoria" va ripetendo. Al suo fianco anche Ignazio La Russa, che ha impedito in Fratelli d'Italia la candidatura di chi aveva anche solo condanne in primo grado: "Se una persona vuole far politica non basta che si senta estranea alle accuse: deve prima chiudere con certe pendenze".

Ma l'attacco più duro a Cosentino viene dal governatore della Campania Stefano Caldoro, che punta l'indice anche contro i cosiddetti "Cosentino boys" (oltre all'ex sottosegretario e Cesaro, anche Vincenzo Nespoli, Marco Milanese e Antonio Landolfi) e se la prende con l'ex ministro della Giustizia Nitto Palma, che ha detto di aver "letto le carte" su Cosentino e di non aver trovato un impianto accusatorio convincente.

I processi li fa la magistratura. La politica non discute delle carte dei processi ma fa scelte politiche

Ha dichiarato Caldoro, che oggi ha anche rilasciato un'intervista in cui chiede agli interessati di fare un passo indietro e assicura che non resterà "zitto e muto" se questo non dovesse accadere.

Ma il caos è reso ancora più fitto dalla posizione di Verdini, che deve selezionare le candidature pur avendo egli stesso dei procedimenti giudiziari in corso, cosa che porta molti possibili candidati a chiedere un trattamento "non discriminatorio". E intanto è quasi del tutto svanita la possibilità che Marcello Dell'Utri si candidi con Grande Sud: dopo aver visto dai sondaggi che la lista di Micciché difficilmente supererà la soglia di sbarramento, il co-fondatore di Forza Italia è tornato a chiedere con forza un posto nelle liste Pdl ("o Pdl o niente" avrebbe detto), creando un altro fronte per il segretario Alfano, che sull'allontanamento di Dell'Utri ci aveva messo la faccia.

Foto © Getty Images

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