Sea Watch ancora fuori dal porto di Lampedusa. La Comandante: "Ci hanno promesso una soluzione rapida"

La Sea Watch rischia una multa da 50mila euro, il sequestro e la denuncia della comandante e del suo equipaggio

AGGIORNAMENTO 21:00 - Gli agenti della Guardia di Finanza sono saliti a bordo della Sea Watch ed hanno rassicurato l'equipaggio della nave, spiegando che presto la situazione si sbloccherà.

Gli agenti della GdF sono saliti nuovamente a bordo dopo che la comandante Carola Rackete aveva annunciato l'intenzione di trasferire i migranti a bordo dei gommoni in dotazione alle nave per consentirgli di arrivare a terra.

Questa la ricostruzione della Rackete: "Nelle ultime 24 ore le autorità italiane non si erano assunte la responsabilità di far sbarcare i migranti. Ecco perché abbiamo deciso di entrare in porto da soli. Dal porto ci hanno detto che non c'era posto e quindi ci siamo fermati e abbiamo detto che avremmo usato i nostri gommoni. Siamo vicinissimi al porto e per questa breve distanza noi possiamo trasferire i migranti sui gommoni. Subito dopo, però, la Guardia di finanza è tornata a bordo e ci hanno detto di pazientare un po' perché la soluzione è vicina ed io spero che abbiano ragione".

Rackete ha ribadito di temere di non riuscire a tenere sotto controllo la situazione: "Non si gioca con la vita delle persone, i 42 migranti hanno bisogno di un porto sicuro, di sbarcare. Vedremo cosa succede, ma ci hanno promesso una soluzione rapida. La situazione a bordo è peggiorata, abbiamo gente che ha detto che si vuole buttare a mare, dobbiamo entrare in porto per prevenire i problemi. Abbiamo aspettato che il governo si prendesse le sue responsabilità, ma finora hanno guardato i documenti senza darci risposte".

Nessun commento invece per quanto riguarda le provocazioni via web di Salvini: "Non ho tempo di leggere cosa dice e scrive... Ho la responsabilità dell'equipaggio e delle persone che da 14 giorni abbiamo salvato. Non so cosa dice Salvini, non lo ascolto. Io sono responsabile della vita di queste persone e dell'equipaggio, la situazione politica non mi interessa. Io ho fiducia nella giurisdizione italiana e sono convinta che ci può anche essere una indagine, ma sono sicura che la giurisdizione italiana comprenderà la situazione e non ci sarà alcuna condanna".

AGGIORNAMENTO 13:35 - Dopo l’appello della ong all’UE, è arrivata la replica di un portavoce della Commissione europea: se l’Italia si rifiuterà di registrare i migranti, ci potrebbero essere conseguenze.

"La legge europea che prescrive che tutti i nuovi arrivati sul territorio europeo devono essere registrati e devono essere prese le loro impronte digitali, non ci sono eccezioni a queste regole e le conseguenze sono le procedure di infrazioni, ma - conclude - non siamo a questo stadio".

AGGIORNAMENTO 11:20 - La ong Sea Watch fa appello all’Ue: "Abbiamo aspettato una notte, non possiamo più aspettare. La disperazione delle persone non è qualcosa con cui giocare... Ieri, a causa di un'emergenza, siamo entrati nelle acque italiane. La guardia costiera e la guardia di finanza sono stati a bordo". Il divieto di sbarco è stato ribadito più volte nelle ultime ore dal ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Sea Watch fuori Lampedusa. Capitana: "Autorità a bordo". Consiglio dʼEuropa: Italia dia permesso di sbarco

26 giugno 2019

AGGIORNAMENTO 23:30 - L'ex sindaco dem di Lampedusa Giusi Nicolini ha accolto stasera al molo dell’isola i parlamentari Nicola Fratoianni, de La Sinistra, e Graziano Delrio, Matteo Orfini, Davide Faraone e Fausto Raciti del PD.

AGGIORNAMENTO 20:24 - "Le autorità italiane sono salite a bordo della Sea Watch 3. Ci troviamo fuori dal porto di Lampedusa. Hanno controllato i documenti della nave e i passaporti dell'equipaggio e ora aspettano istruzioni dai loro superiori" dice la comandante Rackete in un video diffuso dalla ong. "Spero che possano far presto scendere dalla nave le persone soccorse" aggiunge.

Il Consiglio d’Europa intanto ha invitato l’Italia a far sbarcare i 42 migranti della Sea Watch senza conseguenze per l’equipaggio: "Nell'attuale situazione si dovrebbe dare il permesso alla Sea Watch di far sbarcare le persone senza conseguenze per il capitano, l'equipaggio e l’armatore" ha detto Dunja Mijatovic, commissario ai diritti umani del Consiglio d'Europa.

Mijatovic si è poi impegnata a "sollecitare gli altri Stati a prendersi le loro responsabilità" affinché l'Italia non venga lasciata sola "a gestire le operazioni di salvataggio e accoglienza".

Sea Watch, la capitana forza il blocco - Salvini: "Schiero la forza pubblica"

AGGIORNAMENTO 17:50 - Ci sono state varie reazioni politiche alla notizia dell'imminente sbarco a Lampedusa della Sea Watch. La Meloni ha chiesto di affondare la nave e di rimpatriare i migranti a bordo, mentre Zingaretti ha scritto una lettera al Premier invocando un incontro.

AGGIORNAMENTO 16:50 - L’attracco della Sea Watch 3 al porto di Lampedusa è previsto intorno alle 20:30. La nave della Ong è ormai davanti all’isola, ma per poter attraccare dovrà attendere la partenza del traghetto diretto a Porto Empedocle. Viste le dimensioni dell’imbarcazione, infatti, l’unico approdo possibile è rappresentato dal molo commerciale. Per evitare l’attesa, i 42 migranti a bordo della nave potrebbero essere portati a terra tramite motovedette della Capitaneria di porto.

AGGIORNAMENTO ORE 16:00 - Sulla vicenda della Sea Watch 3 è intervenuto anche l’altro vicepremier, Luigi Di Maio:

"L'Europa deve svegliarsi - attacca il leader del Movimento 5 Stelle -, ecco cosa penso. Penso che l'Europa debba aprire gli occhi, fare un tavolo e rivedere il regolamento di Dublino perché non è possibile che tutti i migranti continuino a sbarcare in Italia. Non abbiamo bombardato noi la Libia".

AGGIORNAMENTO ORE 15:45 - La motovedetta della Guardia di Finanzia ha invano intimato l’alt alla Sea Watch 3 a circa 12 miglia dalla costa. L’imbarcazione non si è fermata continuando ad avvicinarsi al porto di Lampedusa. Tutto ciò mentre il sindaco del posto, Totò Martello, tranquillizzava tutti:

"A Lampedusa è tutto tranquillo, l'operazione si sta svolgendo in mare e sull'isola non è ancora arrivato alcun riverbero. Esattamente per come è stato in questi giorni, perché la Sea Watch 3 non era visibile visto che era a 15 miglia dalla costa. Nelle ultime ore sono arrivati otto tunisini e invece, per questa nave, si sta facendo polemica. Una cosa è certa, Lampedusa non vuole che si facciano allarmismi".


AGGIORNAMENTO ORE 15:OO - Dopo la decisione della capitana della Sea Watch di entrare a Lampedusa, non si è fatta attendere la reazione del ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

"Io non do autorizzazione allo sbarco a nessuno - ha ribadito il vicepremier - , non la do e non la darò mai, nessuno pensi di poter fare i porci comodi suoi sfruttando decine di disgraziati e fregandosene delle leggi di uno Stato. I governi di Olanda e Germania ne risponderanno, sono stufo".

"L'autorizzazione allo sbarco non c'è - insiste - , schiero la forza pubblica, il diritto alla difesa dei nostri confini è sacra. Se in Europa esiste qualcuno ora lo dimostri, se c'è un governo ad Amsterdam con un po' di dignità lo dimostri".

AGGIORNAMENTO ORE 14:30 - Il capitano della Sea Watch 3 ha deciso di forzare il blocco del governo italiano e sbarcare a Lampedusa. Dopo 14 giorni al largo con 42 migranti a bordo, la comandante Carola Rackete sottolinea come non ci siano altre possibilità: "So cosa rischio ma i naufraghi sono allo stremo. Li porto in salvo. Nessuna soluzione politica e giuridica è stata possibile, l'Europa ci ha abbandonati. Non abbiamo scelta".

La nave è entrata poco dopo le ore 14:00 nelle acque italiane, come confermato anche da un tweet delle 14:15 da parte della Ong: "Basta, entriamo. Non per provocazione ma per necessità, per responsabilità".


Sea Watch: la comandante medita di forzare il blocco

Poiché sia l'appello della comandante Carola Rackete, sia quello dei migranti a bordo non sono stati ascoltati e nemmeno la Corte di Strasburgo ha dato ragione alla Sea Watch, la nave potrebbe sbarcare comunque, andando incontro a tutte le conseguenze del caso, pur di riportare a terra le 42 persone fuggite dalle carceri libiche e salvate in mare, che da 14 giorni attendono un porto sicuro. Per ora l'unico porto indicato loro è quello di Tripoli che, come è noto, può considerarsi tutto tranne che sicuro.

La comandante ha detto:

"Io sono responsabile delle 42 persone salvate in mare e loro non ce la fanno più. Le loro vite sono più importanti di qualunque gioco politico"

Per questo, come aveva già preannunciato ieri, nelle prossime ore potrebbe decidere di forzare il blocco e far sbarcare i migranti nonostante i divieti. Come ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, la Sea Watch in questo modo andrebbe incontro a una multa di 50mila euro, al sequestro della nave e alla denuncia della comandante e dell'equipaggio.

La Ong tedesca ha così lanciato un appello affinché vengano donati soldi al fondo per l'assistenza legale di Sea Watch, "per aiutare Carola a difendere i diritti umani". In questo modo potrebbero essere pagati la multa e le spese per la difesa dalla denuncia cui la comandante e il suo equipaggio andrebbero incontro.

A proposito di diritti umani, i legali della Sea Watch sono rimasti sconcertati dalla decisione della Corte di Strasburgo perché da una parte non ha ritenuto obbligo dell'Italia offrire un porto sicuro ai migranti per lo sbarco, ma dall'altra ha invitato le autorità italiane a garantire rifornimenti e cure mediche alle persone a bordo.

Comandante Sea Watch 3 Carola Rackete

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