Salone del Libro: chiesto rinvio a giudizio per Fassino ed altre 25 persone

La Procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio dell'ex Sindaco Piero Fassino, dell'ex assessore alla Cultura della Regione, Antonella Parigi, e degli ex presidenti della Fondazione, Rolando Picchioni e Giovanna Milella. La stessa sorte è capitata ad altre 22 persone coinvolte a vario titolo nella vicenda. Stralciata, invece, la posizione di Michele Coppola, ex assessore regionale alla Cultura della Giunta Cota.

Le accuse formulate complessivamente sono di peculato, falso in bilancio e turbativa d'asta.

L'inchiesta sulla gestione del Salone del Libro è suddivisa in diversi filoni. Le indagini sono iniziate nel maggio 2015 quando Carabinieri e Guardia di Finanza perquisirono la sede della Fondazione all'epoca presieduta da Picchioni, indagato con l'ipotesi di peculato; gli inquirenti sospettavano un giro di fatturazioni per prestazioni mai eseguite allo scopo di svuotare le casse.

Nel luglio del 2016 la Procura ha invece ipotizzato il reato di turbativa d'asta, con riferimento all'assegnazione dell'organizzazione alla multinazionale francese Gl Events. Secondo gli inquirenti il bando era stato "cucito addosso" alla società francese, che avrebbe anche ricevuto informazioni riservate per assicurarsi l'assegnazione. In manette finirono 4 persone.

Un anno più tardi, nel luglio 2017, l'indagine finì con il coinvolgere la Regione ed il Comune. Altre 6 persone finirono nel registro degli indagati con l'accusa di falso in atto pubblico.

Il secondo filone d'indagine riguarda le spese della Fondazione che sarebbero state "fuori controllo", motivo per il quale si rese necessario vendere il marchio. Il terzo filone d'indagine riguarda invece i finanziamenti pubblici da parte delle Istituzioni a sostegno della Fondazione.

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