Sea Watch, Di Maio: sbarca da noi per farsi pubblicità


Sulla vicenda Sea Watch 3, che ha violato il divieto di entrare in acque italiane per sbarcare a Lampedusa, interviene il vicepremier Luigi Di Maio: "Siamo diventati il palcoscenico del Mediterraneo. Come mai la Sea Watch neanche prova più ad avvicinarsi a Malta o alla Grecia? Non fa notizia. Hanno preferito restare 14 giorni a largo delle nostre coste anziché chiedere a La Valletta, Madrid o Atene lo sbarco. I governi di questi Paesi sono forze politiche tradizionali Ue. Se uno dei popolari o dei democratici ti nega lo sbarco, i media neanche ne parlano, se lo fa il Governo italiano si mette in moto il carosello. La Sea Watch si fa pubblicità e raccoglie più fondi, così può ripartire".

In un post Di Maio ammette di non aver "tutte le risposte. Ma se dovremo passare tutta l’estate a litigare con le ONG abbiamo già perso". Secondo il leader M5s "servono corridoi umanitari legali per chi può venire qui. Se entri in Italia lo fai col permesso dei cittadini italiani. Servono più rimpatri delle migliaia di irregolari non identificati che abbiamo nel nostro Paese. Servono Agenzie dell’Unione Europea su suolo Africano, serve una alleanza con la Cina per investimenti sostenibili nel continente africano". Le politiche dell’immigrazione vanno fatte "soprattutto sul lungo periodo" aggiunge il ministro del Lavoro che non manca di ricordare che il M5s "non ha né il Ministero degli Affari Esteri, né quello dell’Interno, né quello dell’Unione europea".

Luigi Di Maio sea watch

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