Alitalia, Di Maio attacca Atlantia: "È decotta". La società: "Pronti ad azioni legali"

"Quando revocheremo le concessioni autostradali ad Atlantia perderà valore in Borsa; non si può coinvolgere nell'operazione Alitalia"

Di Maio chiude il caso Siri

Alitalia continua ad essere una patata bollente per il Governo. Due settimane fa il Ministero dello Sviluppo Economico ha concesso una nuova proroga - la quarta - a Ferrovie dello Stato per la presentazione dell'offerta vincolante e definitiva per Alitalia. Una soluzione, dunque, al momento non c'è e l'ha confermato anche l'Ad di Fs Gianfranco Battisti proprio oggi, non escludendo l'ipotesi della necessità di chiedere una quinta proroga.

L'impegno di Ferrovie, Delta Air Lines e del Tesoro potrebbe comunque non essere sufficiente a salvare Alitalia ed anche per questo motivo si parla di un potenziale coinvolgimento di Atlantia, la holding della famiglia Benetton che gestisce Autostrade per l'Italia e gli Aeroporti di Roma.

Il Movimento 5 Stelle avrebbe già espresso un veto sul coinvolgimento di Atlantia che, in realtà, stando alle dichiarazioni ufficiali, il 14 giugno scorso aveva escluso di poter entrare nella cordata.

Questa mattina il ministro dell'Agricoltura e del Turismo, il leghista Gian Marco Centinaio, ha acceso le polemiche sul veto dell'alleato di Governo: "Hanno messo un veto su Atlantia? Mi portino un'alternativa. Se dicono no su Atlantia, può darsi che abbiano un'alternativa. Non si governa con i 'no', si governa dicendo 'no perché ho quest'altra proposta'. Allora ce la mettano sul tavolo".

A Centinaio ha replicato, piccato, Toninelli: "Ci stiamo lavorando. Centinaio sa perfettamente che le soluzioni stanno arrivando. Non vorrei che la Lega facesse l'avvocato dei Benetton".

La questione è esplosa quando sono uscite le anticipazioni sull'ospitata di Luigi Di Maio a Porta a Porta, dove ha confermato la sua ostilità personale e quella del suo partito nei confronti della holding dei Benetton, alla quale vorrebbe revocare la concessione sulle autostrade: "Se abbiamo detto a Genova che revocavamo le concessioni autostradali il giorno in cui, in maniera coerente, lo faremo quell'azienda perderà valore in Borsa. Se li mettiamo dentro Alitalia, faranno perdere valore anche agli aerei. Atlantia è decotta, non può essere coinvolta".

Alle parole di Di Maio ha replicato la stessa Atlantia, minacciando azioni legali: "Le dichiarazioni odierne del vice presidente Di Maio perturbano l'andamento del titolo Atlantia in Borsa, anticipando la presunta conclusione di un procedimento amministrativo che il ministro Toninelli ha affermato solo ieri 'essere ancora in corso' e determinano gravi danni reputazionali per la società. Atlantia si riserva di attivare ogni azione e iniziativa legale a tutela dei propri interessi, dei dipendenti, degli azionisti, dei bondholders e degli stakeholders tutti".

Anche Confindustria è intervenuta nel dibattito per censurare le parole di Di Maio: "Leggiamo con stupore le dichiarazioni di Di Maio. Si tratta di affermazioni molto critiche perché anticipano le conclusioni di un procedimento amministrativo nel pieno del suo svolgimento e per i gravi effetti che potrebbero avere su una società quotata in Borsa. Non si governa con l'ansia e il rancore".

Infine si è inserito anche Matteo Salvini, che ha replicato così all'altro vicepremier: "Chi ha dei morti sulla coscienza paga e pagherà, io non faccio il giudice. Poi ci sono aziende che danno migliaia di posti di lavoro e prima di dire sono 'decotte' bisogna pensare che ci sono in ballo migliaia di posti di lavoro".

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