Fico: "Flussi migratori non si bloccano con i muri. Piuttosto si sanzionino Paesi che non ricollocano"

Il Presidente della Camera ha partecipato a un convegno sui corridoi umanitari.

Roberto Fico contro muro anti-migranti di Fedriga

Il Presidente della Camera Roberto Fico è intervenuto oggi a un convegno a Montecitorio intitolato "Corridoi umanitari per un'Europa solidale" e ha colto l'occasione per criticare l'idea di costruire dei muri anti-migranti, esposta di recente dal governatore leghista del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e già aspramente criticata anche da altri membri del MoVimento 5 Stelle oltre che dal PD.

Fico ha detto:

"Non è costruendo muri che si gestisce il fenomeno migratorio. Non è così che un grande Paese come l'Italia può pensare di far fronte a un fenomeno epocale. Tutti i muri, infatti, sono destinati a essere superati o abbattuti. Lo dice la nostra storia"

La terza carica dello Stato ha poi parlato del modo sbagliato in cui in Europa si affronta il dibattito sull'immigrazione:

"In Europa si parla di immigrazione in termini non corretti, secondo gli schemi di una contrapposizione ideologica e di una polarizzazione che inevitabilmente finiscono per impoverire i ragionamenti e favorire posizioni estreme o semplicistiche"

Ed è poi venuto al tema del convegno, ossia i corridoi umanitari:

"Sono una misura che consente ai potenziali beneficiari di protezione internazionale, in particolar modo i più vulnerabili, di trovare attraverso canali regolari e sicuri accoglienza e soprattutto integrazione nel nostro Paese"

Secondo Fico una buona prassi potrebbe essere quella di sanzionare i Paesi dell'UE che non procedono alla ricollocazione dei migranti:

"Il meccanismo di ricollocazione dei migranti giunti in Italia e in Grecia, adottato dall'Unione Europea nel 2015, non è stato attuato in alcuni Paesi. Quei Paesi non possono essere i nostri modelli perché le loro politiche vanno contro gli interessi dell'Italia. E non solo, vanno contro gli interessi dell'Europa tutta. I comportamenti contro le regole andrebbero quindi perseguiti anche con penalizzazioni di carattere economico, per esempio a valere sui fondi strutturali. Non è accettabile una violazione così grave e manifesta di un atto giuridicamente vincolante dell'Unione europea"

Il Presidente della Camera non ha toccato l'argomento Sea Watch, anche se lui ha sempre difeso l'operato delle Ong, ma durante il suo discorso ha fatto chiaramente riferimento alla necessità di adempiere al diritto internazionale:

"Invocare la pur necessaria solidarietà a livello europeo e denunciare l'atteggiamento egoistico e irresponsabile di molti partner non può in alcun modo giustificare l'inadempimento degli obblighi discendenti dal diritto internazionale e della nostra costituzione. Dobbiamo pretendere solidarietà e condivisione di responsabilità, con ogni strumento a nostra disposizione, ma non possiamo pensare di farlo sulla pelle delle persone"

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