Nomine UE, vertice rinviato a domani. L'Italia si schiera contro il "pacchetto Osaka"

In totale sono undici i Paesi che non sostengono l'olandese Timmermans.

Non c'è ancora accordo tra i leader d'Europa per le nomine dei nuovi commissari UE e soprattutto del successore di Jean-Claude Juncker. E per ora l'intesa sembra proprio lontana, tanto che Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, che questa notte ha fatto andare avanti i lavori a oltranza, bloccando il vertice a 28 per qualche ora per consentire riunioni bilaterali, alla fine ha dovuto rinviare tutto a domani alle 11, anche perché ormai la stanchezza si faceva sentire.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto che nelle 18 ore e mezza di lavoro a Bruxelles ha cercato di spiegare che l'Italia non appoggia il cosiddetto "pacchetto Osaka" che è una sorta di metodo dello Spitzenkandidaten con "contorno" di altri commissari e presidenti del Consiglio europeo e del Parlamento.

Conte ha detto:

"Il criterio dello Spitzenkandidat sta incontrando difficoltà. Mi sembra un po' difficile rimanere legati solo a questo criterio. La verità è che non c'è un patto di Osaka: è un fraintendimento. Perché è stato deciso il giorno prima di Osaka"

Il pacchetto Osaka sarebbe la proposta che Angela Merkel ha fatto ad altri leader al G20 di Osaka la scorsa settimana e prevederebbe l'olandese socialdemocratico Frans Timmermans come Presidente della Commissione più il popolare Manfred Weber come Presidente del Parlamento Europeo per cinque anni e non per due e mezzo come da tradizione, il belga Charles Michel al Consiglio europeo e il banchiere francese François Villeroy alla BCE.

L'Italia è schierata contro questo pacchetto insieme con i Paesi di Visegrad, ma, ha spiegato Conte, non è assolutamente contraria a Timmermans, ma a questo sistema.

Vertice UE su nomine Commissione rinviato

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