Trump, pronti dazi su prodotti europei: nel mirino anche pasta e formaggio

Dopo aver siglato una tregua con la Cina, Donald Trump è pronto a passare all'Unione Europea. Il Presidente degli Stati Uniti - molto apprezzato da una larga parte dell'opinione pubblica italiana, sempre pronta a lasciarsi affascinare dall'idea dell'uomo dai modi burberi solo al comando - ha pronto un nuovo ricatto che potrebbe avere serie conseguenze per le aziende esportatrici italiane. Tutto questo nonostante l'apprezzamento e il feeling millantato da Salvini e dalla Lega.

Da ormai 15 anni al Wto (l'Organizzazione Mondiale del Commercio) si trascina una disputa sull'industria aeronautica; gli statunitensi contestano i sussidi ad Airbus - azienda europea - e Bruxelles fa lo stesso per gli aiuti con i quali l'amministrazione americana ha agevolato la statunitense Boeing.

Come detto, la questione è ferma e non si trova una via d'intesa. Per vincere il braccio di ferro Trump è passato alle minacce ed ha pronta una serie di nuovi dazi per penalizzare vari prodotti europei tra i quali anche "formaggi di tipo italiano" tra i quali "romano, reggiano, provolone, provoletti". Lo stesso discorso vale anche per "pasta, olive, ciliegie, caffè, prodotti di carne di maiale, pere, pesche, whisky, formaggi olandesi e francesi".

Nell'elenco vi sono anche materie prime e componenti chimici come rame, ammoniaca e nitrato di sodio.

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