Caso Orlandi, disposta l'apertura di due tombe in Vaticano

Emanuela Orlandi

A poche settimane dalla decisione di aprire un'inchiesta ufficiale sulla sparizione di Emanuela Orlandi, il Vaticano ha annunciato di aver autorizzato l'apertura di due tombe situate nel Cimitero Teutonico e potenzialmente legate al caso della 15enne, figlia di un commesso vaticano, sparita il 22 giugno del 1983 e mai più ritrovata.

L'autorizzazione, arrivata dall’Ufficio del Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, è stata disposta il 27 giugno scorso ed è stata accompagnata anche da una data: l'11 luglio 2019.

Quel giorno, spiega la nota, si svolgeranno le operazioni di apertura delle due tombe "alla presenza dei legali delle parti (oltre che dei familiari di Emanuela Orlandi e dei parenti delle persone seppellite nelle tombe interessate), con l’ausilio tecnico del prof. Giovanni Arcudi, del Comandante della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani, e di personale della Gendarmeria".

L'interesse nei confronti delle due tombe era emerso lo scorso anno, quando alla famiglia di Emanuela Orlandi fu recapitata una lettera contenente la fotografia di una statua situata proprio nel cimitero all'interno della Città del Vaticano. La missiva includeva il messaggio "Cercate dove indica l'angelo".

Ad un anno da quella missiva, il Vaticano ha deciso di collaborare dopo 35 anni di assordante silenzio sulla vicenda. La decisione di disporre l'apertura delle due tombe, spiega la nota del Vaticano, "giunge dopo una fase di indagini nel corso della quale l'Ufficio del Promotore - con l'ausilio del Corpo della Gendarmeria - ha svolto approfondimenti tesi a ricostruire le principali tappe giudiziarie di questo lungo doloroso e complesso caso":

Va ricordato che per ragioni di carattere giuridico l'autorità inquirente vaticana non ha giurisdizione per svolgere indagini sulla scomparsa, avvenuta in Italia, di Emanuela Orlandi; indagini che peraltro sono state condotte dagli inquirenti italiani - sin dalle prime fasi - con scrupolo e rigore professionale. Pertanto l'iniziativa vaticana riguarda soltanto l'accertamento della eventuale sepoltura del corpo di Emanuela Orlandi nel territorio dello Stato vaticano.

La riapertura delle due tombe, spiegano dal Vaticano, è "solo la prima fase di una serie di accertamenti già programmati che, dopo l'apertura delle tombe e la repertazione e catalogazione dei resti, porteranno alle perizie per stabilire la datazione dei reperti e per il confronto del Dna".

La svolta nel caso di Emanuela Orlandi potrebbe non esser mai stata così vicina.

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