UE, Conte: "Mi piacerebbe una presidente di Commissione donna"

conte manovra contiana

La seduta odierna del Consiglio Europeo sulle nomine dei vertici UE dovrebbe essere quella decisiva e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ripartito stamattina alla volta di Bruxelles, è più intenzionato che mai a rivendicare una presenza italiana importante. Se in un post su Facebook aveva spiegato di puntare ad un "portfolio economico di peso" e alla partecipazione italiana alla decisione finale, una volta giunto sul posto ha rilasciato nuove dichiarazioni per approfondire le sue intenzioni.

Ieri ci siamo aggiornati perché abbiamo cercato di far capire ai nostri colleghi che dobbiamo decidere tutti. Non possiamo avviare questa nuova legislatura sulla base di decisioni prese da un blocco precostituito. Ho spiegato ai miei omologhi che l'Europa è a 28, non a due, tre o quattro, e non a blocchi. Io rappresento tutti i cittadini italiani e quindi, se l'Italia non partecipa alle decisioni, l'offesa non è al presidente del Consiglio italiano, ma ai milioni di cittadini italiani che hanno regolarmente votato, come tutti, e hanno diritto di essere rappresentati.

Non si può negare che il peso dell'Italia in Europa sia cambiato notevolmente in questi ultimi mesi e questo si riflette negativamente anche nelle nomine dei vertici UE, considerando anche la vicinanza dell'Italia ai Paesi di Visegrad, un mossa che ha permesso di non far passare il cosiddetto pacchetto di Osaka (una serie di nomine decise prima del G20 di Osaka che si è tenuto alla fine del mese scorso):

Noi abbiamo fatto asse con altri 10 Paesi. Sicuramente con questi altri 10 Paesi noi abbiamo sensibilità diverse, non c'è una strategia e un'alleanza precostituita, predefinita. Semplicemente siamo riusciti a coinvolgere altri Paesi, tra cui anche quelli di Visegrad, ognuno con differenti sensibilità, su un obiettivo comune. Oggi partecipiamo a questo Consiglio consapevoli di poter partecipare tutti alle decisioni.

Conte, oltre ad una presenza italiana importante, ha rivelato di puntare ad una donna come Presidente della Commissione UE:

Non possiamo scegliere il presidente della Commissione legandoci al principio dello Spitzenkandidat perché significa evidentemente che le affiliazioni politiche prevalgono su tutte le altre considerazioni. Ora è inutile pensare di essere nel migliore dei mondi: la nomina andrà vagliata dal Parlamento, dove ci sono i gruppi politici. Quindi pensare a una nomina del tutto avulsa dai criteri di affiliazione politica non ha senso, ma questo criterio non può essere assorbente, ce ne sono degli altri. Primo che sia una personalità che abbia una visione, secondo, distribuzione geografica; terzo, anche il criterio di genere. A me piacerebbe una presidente di Commissione donna.

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