Il caso Ruby e gli altri: i processi di Berlusconi in campagna elettorale


La richiesta di legittimo impedimento, avanzata stamattina dagli avvocati difensori di Silvio Berlusconi per il processo Ruby, rappresenta il primo passo della strategia del Cavaliere per arginare "l'offensiva giudiziaria" nei suoi confronti in campagna elettorale. Una mossa peraltro scontata, visto che è in perfetta continuità con quanto fatto in passato dall'ex premier, per l'esattezza nella campagna elettorale per le politiche del 2001 e per le europee del 2004 (in entrambi i casi venne interrotto il processo Sme), mentre la richiesta venne rifiutata nel 1996 (processo per le tangenti alla Guardia di Finanza). Mossa che gli garantisce o la sospensione del processo o, in caso di richiesta rigettata, un nuovo argomento contro la magistratura politicizzata e la "giustizia a orologeria".

In realtà non si tratta di giustizia a orologeria perché attualmente sono tre i processi che preoccupano il Cavaliere, e le loro tempistiche non sono in nessun modo collegate con le scadenze della campagna elettorale. (Campagna elettorale che, è utile ricordarlo, è stata anticipata dalla decisione del partito di Berlusconi di togliere la fiducia al governo Monti). Il primo dei tre è appunto il processo Ruby: per oggi era in programma la deposizione della giovane marocchina, mentre per il 28 gennaio sarebbe dovuta cominciare la requisitoria dei pm, con l'effettivo rischio di una sentenza a ridosso del voto del 24 e 25 febbraio. Resta da vedere se la corte accoglierà la richiesta e, qualora la rigettasse, se il rinvio dell'udienza di oggi provocherà uno slittamento anche dei tempi per la requisitoria.

Il secondo processo vicino a sentenza è quello che riguarda l'intercettazione della telefona tra Piero Fassino e Giovanni Consorte, trafugata e pubblicata sul Giornale nel 2005. Nel processo Berlusconi è imputato per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio (ricevette, assieme al fratello Paolo, la registrazione della famosa telefonata "Abbiamo una banca", che faceva parte di atti giudiziari). È già fissato il giorno del verdetto per questo processo: a meno di slittamenti, sarà il prossimo 7 febbraio, ad appena due settimane dalle elezioni.

Il terzo procedimento è l'appello per il processo sui diritti Tv Mediaset. In primo grado, lo scorso ottobre, Berlusconi è stato condannato per frode fiscale a 4 anni e all'interdizione dai pubblici uffici. Una sentenza che, tra le altre cose, è stata alla base della "ridiscesa" in campo di Berlusconi, preannunciata nella confusa conferenza stampa di Villa Gernetto in cui riprese il suo tormentone contro i giudici politicizzati. Tormentone che adesso, possiamo starne certi, è ancora in canna.

Foto © Getty Images

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