Libia, bombardato centro di detenzione per migranti: 44 morti e oltre 130 feriti

AGGIORNAMENTO ORE 13.00 - È salito a 44 il numero dei morti e ad almeno 130 il numero dei feriti a causa del bombardamento al centro di detenzione per migranti di Tajoura, compiuto nella tarda serata di ieri dalle milizie del generale Khalifa Haftar, anche se queste ultime hanno rimandato al mittente ogni addebito e puntato il dito contro il governo.

Libia, bombardato centro di detenzione per migranti

È di almeno 40 morti e oltre 80 persone rimaste ferite il bilancio di un raid aereo, compiuto dalle milizie del generale Khalifa Haftar, contro un centro di detenzione di migranti alle porte di Tripoli.

A venir bombardato è stato il centro di detenzione di Tajoura, nella periferia della capitale. A confermare il bilancio, precisando che tra le vittime ci sono anche molte donne e bambini, è stato il portavoce del Ministero della Salute del governo libico, sostenuto dalle Nazioni Unite e contrapposto al generale Khalifa Haftar che da mesi sta cercando di riconquistare Tripoli.

Il bombardamento è stato condotto durante la notte, mentre i circa 150 migranti detenuti nella struttura stavano dormendo. Il bilancio è da considerarsi provvisorio e visto l'altissimo numero di feriti non è escluso che il numero dei morti possa salire nelle prossime ore.

Il governo di Al Sarraj ha subito puntato il dito contro le forze del generale Khalifa Haftar e chiesto alle Nazioni Unite di avviare subito una commissione d'inchiesta per fare luce sull'accaduto.

Il centro di detenzione colpito è uno dei tantissimi aperti nella zona di Tajoura, vere e proprie prigioni in cui i migranti che cercano di fuggire dalla Libia vengono rinchiusi, torturati e ridotti in schiavitù, mentre in Italia c'è ancora chi sostiene che la Libia sia un porto sicuro.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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