L'ANM accusa Salvini: "Alimenta un clima di odio e di avversione"

Matteo Salvini

Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini non ha digerito bene la notizia della scarcerazione di Carola Rackete e l'evidente fallimento del decreto sicurezza bis da lui fortemente voluto. Invece di analizzare la vicenda con un occhio oggettivo e dosare le parole vista la carica che sta ricoprendo, il leader della Lega si è lanciato ieri nell'ennesimo attacco alla magistratura italiana - la stessa magistratura a cui si è sottratto pochi mesi fa grazie al voto in Senato - che sarebbe troppo di parte nelle decisione che vengono prese e che si riflettono negativamente sull'esecutivo gialloverde e le sue discusse misure.

L'Associazione Nazionale Magistrati, già intervenuta più volte contro gli affondi di Matteo Salvini, anche stavolta ha diffuso una nota per sottolineare quello che i sostenitori del vicepremier leghista non riescono proprio a vedere, accecati dall'odio e dalla rabbia tanto quanto il loro "capitano":

Quando un provvedimento risulta sgradito al ministro dell’Interno, scatta immediatamente l’accusa al magistrato di fare politica. Appare poi estremamente grave la prospettazione di una riforma della giustizia finalizzata a selezionare i magistrati in modo che assumano esclusivamente decisioni gradite alla maggioranza politica del momento.

I continui commenti di Salvini contro la magistratura, si legge nella nota dall'ANM, "disancorati da qualsiasi riferimento ai suoi contenuti tecnico-giuridici, che rischiano di alimentare un clima di odio e di avversione, come dimostrato dai numerosi post contenenti insulti e minacce nei confronti del Gip di Agrigento pubblicati nelle ultime ore".

Sì, perché il modus operandi è sempre lo stesso: Salvini va all'attacco senza cognizione di causa, senza aver letto o compreso le 13 pagine con cui il gip di Agrigento ha disposto la scarcerazione di Carola Rackete e demolito pezzo per pezzo i principali aspetti del decreto sicurezza bis, che sarebbe in contrasto col diritto internazionale del salvataggio in mare:

L'ANM si è quindi vista costretta a precisare che i giudici "applicano le leggi interpretandole secondo la Costituzione e le norme sovranazionali. Questo è il loro dovere in uno Stato di diritto e in una democrazia liberale e costituisce ineludibile garanzia per la tutela dei diritti e delle libertà di tutti i cittadini".

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