Tria: "Anche nella Legge di Bilancio 2020 minima correzione strutturale"

tria manovra 2020

Giovanni Tria, ministro dell’Economia, rivela che nella lettera inviata a Bruxelles, il governo italiano ha garantito che continuerà "il programma di aggiustamento strutturale". "Non è stata data una cifra - ha aggiunto il titolare del Tesoro - , ma un minimo di aggiustamento dovrà essere fatto". Evitata la procedura d’infrazione, per l’esecutivo gialloverde gli esami non finiscono di certo qui. Per capire con precisione quanto servirà per rassicurare l’UE, occorrerà "rivedere l'andamento dell'economia della seconda metà dell'anno", ha aggiunto Tria.

Comunque sia, il ministro dell’Economia ha negato le voci di stampa che circolano in questi giorni: "La legge di Bilancio 2020 non sarà una manovra lacrime e sangue". A chi gli chiede se l'Europa si sia convinta tramite una manovra correttiva, Tria replica: "Alcuni hanno parlato di manovra correttiva ma non c'è stata, perlomeno nel senso tradizionale del termine, ma correzione del bilancio in base agli andamenti della finanza pubblica".

Inoltre, alcune voci giornalistiche hanno parlato di tagli ai programmi di spesa, ma anche questa versione viene smentita dal ministro dell’Economia: "Voglio rivendicare che l'aggiustamento è stato fatto senza nessun taglio di spesa, ma una conduzione attenta e prudente della finanza pubblica". Un baratto tra la procedura d'infrazione e le nomine? "Non c'è stato mai nessun collegamento", risponde fermamente Tria, "si è svolto tutto su piani completamente diversi, nessun collegamento e nessuna commistione".

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