Euro May Day Parade, domani la festa dei lavoratori: precari di tutta Europa unitevi

Domani è il primo maggio, e con lui arriva la May Day Parade, l'appuntamento che da sette anni coinvolge i precari di tutta Europa e che è decisamente l'appuntamento clou della festa dei lavoratori. Difatti è ormai impossibile distinguere lavoro da precarietà, soprattutto per le generazioni più giovani affacciate al mondo del lavoro.

Gli atipici, i precari, i co.co.co, gli stagisti e tutta quella fetta sempre maggiore di professionalità che non hanno nessuna garanzia e nessuna protezione (neanche dai sindacati), si sono autorganizzati e da sette anni ormai portano in piazza una serie di rivendicazioni assolutamente attuali e centrali.

E lo fanno con grande creatività (vedi il video qui sopra), fatto sta che la May day rappresenta da qualche anno la manifestazione più partecipata e vero punto di incontro per incontrarsi e scambiarsi idee progetti ed esperienze.

Come raccontato dai colleghi di 02, anche quest'anno Milano rappresenterà uno dei centri più importanti della May Day (partenza ore 15 da piazza XXIV maggio) che sarà presente in molte altre città europee: Berlino, Brema, Ginevra, Gent, Roma (ritrovo Porta Maggiore, ore 12), Amburgo, Helsinki, Liegi, Lisbona, Porto, Malaga, Palermo (Piazza Marina, ore 16), Zurigo, Vienna, solo per dirne alcune.

I temi della May Day sono portati direttamente dai lavoratori e precari che aderiscono, da quelli dei call center ai migranti, i nuovo "sottoprecari", resi ancor di più marginati dalle nuove iniziative di governo sotto spinta leghista. Ecco uno stralcio del comunicato di presentazione:

In questo 2009 italiano, all’orizzonte scorgiamo più precarietà, vessazioni contro i migranti, paura del futuro, intolleranza sociale. Eppure il consenso dei sudditi nei confronti dell’imperatore aumenta. La crisi viene vissuta come un elemento alieno, come se noi non contassimo niente, nel bene e nel male, nell’economia globalizzata.

Nel frattempo, la direzione in cui si muovono i governi europei è chiara: proteggere con miliardi di euro le banche e le imprese che hanno provocato la crisi. In questi anni la finanziarizzazione dell’economia ha definitivamente trasformato il profitto in rendita e saccheggio. Per questo è ancor più urgente una battaglia europea, oltre che italiana, per l’accesso a un reddito sociale incondizionato, sotto forma di denaro e anche di accesso a un pacchetto di servizi e beni comuni essenziali.

La risposta di Tremonti (dio, patria e famiglia) è un abile modo di non toccare i veri problemi sollevati dalla crisi. Il governo ha attaccato il contratto nazionale, limitando il diritto di sciopero; le imprese ristrutturano e precarizzano, licenziano e non rinnovano i contratti.

may day

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