Migranti, Di Battista: "Un paese deve difendere i propri confini"

Di Battista salvini rinunci a immunità

Per un vicepremier e leader del Movimento 5 Stelle più defilato che mai in questi giorni, con Matteo Salvini protagonista assoluto della cronaca di questi giorni tra migranti e attacchi alla magistratura, c'è un potenziale nuovo leader che non perde occasione di far sentire la propria voce e sfruttare il relativo silenzio di Luigi Di Maio: Alessandro Di Battista.

Più agguerrito che mai e sempre più sovranista, Di Battista è tornato a parlare delle ong che salvano vite nel Mar Mediterraneo. La posizione del mancato leader del Movimento 5 Stelle era chiara da tempo e ieri sera, ospite del festival del Libro Possibile a Polignano a Mare (BA), lo ha voluto ribadire:

Sono annoiato dalle Ong. Un paese deve difendere i propri confini, capisco quindi quello che il Governo sta facendo.

Di Battista, più vicino alle idee di Salvini di quanto Luigi Di Maio lo sia mai stato, se la prende anche col Partito Democratico e il supporto dimostrato alla Sea Watch 3 nei giorni dello stallo al largo di Lampedusa:

Il Pd ha fatto un passerella inutile, facendo finta di piangere: sono gli stessi che hanno bombardato la Libia. Io, prima di fare politica, ho lavorato nella cooperazione: bene, oggi l'immigrazione non è un problema principale. E soprattutto l'approccio deve essere un altro: non servono quote. Non si possono accogliere tutti. Ma si deve fare un piano serio di aiuti per i paesi africani: queste persone hanno il diritto di prosperare a casa loro.

Dal palco di Polignano a Mare ammette che avrebbe voluto far parte dell'esecutivo gialloverde, magari in qualità di Ministro degli Esteri:

Quando ho visto i miei colleghi giurare da ministri, un po' ho rosicato. Ma ho fatto altre scelte, che rifarei. Certo, mi sarebbe piaciuto fare il ministro. Il ministro degli Esteri.

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