Sea Watch querela Matteo Salvini: "È lui che muove le acque dell'odio"

Matteo Salvini

La vicenda della Sea Watch 3 e della comandante Carola Rackete ha segnato una grande sconfitta per il Ministro dell'Interno Matteo Salvini, che nonostante i proclami e gli annunci quotidiani non è riuscito né ad impedire alla nave della ong di sbarcare a Lampedusa né ad assicurare la giovane tedesca alla giustizia.

Questa impotenza ha provocato in Matteo Salvini un'irritazione senza precedenti e l'odio vomitato sui social network ha toccato livelli mai raggiunti prima. Nonostante la carica ricoperta, il vicepremier ha apostrofato la comandante della Sea Watch 3 come criminale pur in assenza di una condanna - e non è compito di Salvini stabilire chi ha infranto la legge, ma della magistratura - e l'ha dipinta come una "figlia di papà ricca e viziata", scatenando i suoi seguaci non soltanto contro la comandante e l'ong di cui fa parte, ma anche contro il gip di Agrigento Alessandra Vella che ha disposto la scarcerazione della giovane.

Era inevitabile, quindi, che le parti chiamate in causa decidessero di tutelarsi di fronte a questi attacchi. E così, la Sea Watch ha iniziato a muoversi in questo senso. Intervenuto a Radio Cusano Campus, il legale di Carola Rackete, ha annunciato la querela nei confronti di Matteo Salvini:

Come Sea Watch noi abbiamo già preparato la querela nei confronti del ministro Salvini. Non è facile raccogliere tutti gli insulti che Salvini ha fatto in queste settimane e anche le forme di istigazioni a delinquere nei confronti di Carola, cosa che è ancora più grave se fatta da un ministro dell'Interno.

Anche chi supporta il Ministero dell'Interno nella sua propaganda anti-migranti non può negare che l'asticella del rispetto è stata ampiamente superata da tempo e che se quelle frasi fossero state pronunciate da un comune cittadino questi non sarebbe rimasto impunito. L'avvocato Alessandro Gamberini ha ben riassunto quello che i sostenitori di Salvini non vogliono vedere:

Nel circuito di questi leoni da tastiera abituati all'insulto, è lui che muove le acque dell'odio. Una querela per diffamazione è il modo per dare un segnale. Quando le persone vengono toccate nel portafoglio capiscono che non possono insultare gratuitamente.

E lo stesso dovrebbe valere anche per tutti gli altri leoni da tastiera che, fomentati anche dal Ministro dell'Interno, si lanciano in insulti e minacce perché convinti dell'assenza di conseguenze reali.

Abbiamo vinto una battaglia, ma non la guerra, il procedimento contro Carola continua. Rimane attualmente indagata per il reato di resistenza a pubblico ufficiale e del reato previsto dall'articolo 1100 del Codice della navigazione. Espulsione? Difficile per i cittadini comunitari. Lasciamo perdere la propaganda truculenta che la qualifica come delinquente, quella che è abituato a fare il ministro dell'interno in maniera invereconda e irresponsabile, il giudice ha detto che non c'è nulla, che quella condotta è stata nell'ambito di una risposta ad una situazione drammatica che c'era a bordo. Trattare come nemico principale una barca che ha salvato 50 naufraghi che si avvicina alle nostre coste è davvero ridicolo.

La replica del diretto interessato non si è fatta attendere. Il tono è sempre lo stesso e probabilmente anche queste sue parole finiranno nella querela: "Non mi fanno paura i mafiosi, figurarsi una ricca e viziata comunista tedesca". Certo, poi però bisogna anche avere il coraggio di rinunciare all'immunità e affrontare l'eventuale processo a testa alta.

Infrange leggi e attacca navi militari italiane, e poi mi querela. 😁😁😁
Non mi fanno paura i mafiosi, figurarsi una ricca e viziata comunista tedesca!
Bacioni 😘

Posted by Matteo Salvini on Friday, July 5, 2019

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