La Croazia avvia la procedura per entrare nell'eurozona

La Croazia è entrata a far parte dell'Unione Europea il 1° luglio 2013, undici anni dopo aver presentato la domanda di adesione, ma non è mai riuscita neanche ad avviare la procedura per entrare a far parte anche dell'eurozona e adottare così la moneta unica europea. Fino ad ora.

La Banca Nazionale Croata (HBN) ha avviato ieri la procedura per l'adesione all'eurozona, il cui primo passo è l'ingresso del Paese nel Meccanismo di scambi europei (ERM II), la cosiddetta "anticamera dell'euro". La lettera in cui si comunica l'intenzione della Croazia è stata inviata ieri ai Paesi dell'eurozona a firma del Ministro delle Finanze Zdravko Maric e dal governatore dell'HBN Boris Vujcic, che hanno illustrato il piano di riforme con cui il Paese intende raggiungere l'obiettivo fissato per entrare nell'ERM II.

La speranza della Croazia è quella di entrare nel meccanismo di scambi europei entro la metà del 2020. Nel corso dei due anni successivi la valuta locale, la kuna croata, sarà ancorato a quello dell'Euro: i tassi di cambio tra l'euro e la moneta nazionale saranno mantenuti fissi e solo al termine di questo periodo di aggiustamento si potrà procedere all'adozione della moneta unica europea.

Boris Vujcic si è detto convinto che l'entrata della Croazia nell'Eurozona possa avvenire già a gennaio 2023.

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