Alan Kurdi, Berlino: "Serve un porto sicuro". Salvini: "Dovete intervenire voi, è vostra responsabilità"

Berlino chiede un porto sicuro per la Alan Kurdi, nave della Ong tedesca Sea-Eye, che dopo aver soccorso 65 persone al largo della Libia è in cerca appunto di un porto in cui attraccare. Dopo la vicenda Sea Watch 3, un nuovo braccio di ferro rischia di aprirsi tra Italia e Germania sull’accoglienza dei migranti soccorsi in mare.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, dopo aver avvertito che le persone a bordo della Alan Kurdi non sbarcheranno in Italia, ha scritto all’omologo tedesco Seehofer chiedendo che sia Berlino a occuparsi della Alan Kurdi: "È necessario ed urgente che la Germania intervenga nei confronti della Alan Kurdi e del suo comandante affinché nel doveroso esercizio della vostra e loro responsabilità sia assicurato alle persone a bordo il rapido sbarco in apposito luogo".

Poco prima la portavoce del governo tedesco Martina Fiez aveva ricordato che "salvare vite in mare è un compito europeo" e relativamente alla Alan Kurdi che "il nostro obiettivo è trovare una soluzione veloce: si tratta di trovare un porto sicuro e di chiarire la questione della redistribuzione" in ambito europeo, come avvenuto per la Sea Watch 3.

A proposito di Sea Watch, la portavoce del governo guidato da Angela Merkel ha sottolineato che per il momento "il governo federale non ha ricevuto alcuna richiesta di accoglienza delle persone" sbarcate a Lampedusa, ciò "nonostante la disponibilità ad accogliere un terzo” dei quaranta migranti che erano a bordo della nave.

Salvini a Berlino dovete intervenire voi

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