Calenda a Renzi: "Polemica retroattiva su Minniti e Gentiloni è sbagliata e ingiusta. Piuttosto pensiamo al Migrant Compact"

L'ex ministro commenta la lettera di Matteo Renzi pubblicata da Repubblica.

Carlo Calenda risponde a Renzi su polemica Minniti-Gentiloni

Matteo Renzi, come abbiamo visto, oggi ha pubblicato una lettera su Repubblica parlando di come il PD, quando era al governo, ha affrontato la questione migranti. Quando ha condiviso quanto fatto su Twitter, gli ha risposto Carlo Calenda, il quale ha scritto, rivolgendosi direttamente all'ex Premier:

"Molte parti condivisibili ma non l’attacco a Paolo Gentiloni e Minniti. A prescindere dal fatto che i provvedimenti sono tutti stati votati dal PD di cui eri segretario, sai benissimo che l’emergenza c’era eccome. Fino a 2016 inoltrato i migranti entravano in Italia e andavano negli altri Paesi europei. Dopo chiusura Schengen e identificazione no. 180k migranti non sono qualche persona. Il problema è nato quando Gentiloni era al governo. Ancora ieri sera ti ho difeso su fake news flessibilità/migranti. Non ricominciamo a farci del male"

Tuttavia dopo, rispondendo ad alcuni follower, Calenda ha sottolineato che "avere idee diverse non impedisce di lavorare insieme", ma "arricchisce" e ha ricordato quanto fatto con Renzi, ossia "impresa 4.0 e tanto lavoro su accordi di libero scambio e crisi", ma ha aggiunto sottolineando che la "polemica retroattiva su Minniti/Gentiloni" è "sbagliata e ingiusta". Parlando poi con l'agenzia AGI, Calenda ha cercato di sedare la polemica e fare proposte costruttive e ha detto:

"Dobbiamo riprendere lo spirito del Migration Compact quando in tre, io da rappresentante permanente dell'Italia all'Unione Europea, Paolo Gentiloni da ministro degli Esteri e Matteo Renzi da Presidente del Consiglio, presentammo in Europa il piano sui migranti che f implementato da Marco Minniti"

E ha aggiunto che quella era una linea condivisa da tutti e tre, ma quel piano è stato solo parzialmente implementato dall'Unione Europea e ha aggiunto:

"Vennero stanziati 2,5 miliardi per l'Africa che, in quella situazione, rappresentavano una goccia nel mare. Tra i punti qualificanti di quella proposta c'era il supporto finanziario ai Paesi di origine e transito dei migranti, come la Libia, per la gestione dei rimpatri. Invece di dividerci sul passato, dobbiamo lavorare tutti insieme come facemmo con il Migrant Compact. Fu un grande successo, ma va rafforzato perché i flussi siano gestiti nei Paesi di origine e transito"

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