Mediterranea, equipaggio dell'Alex: "È impossibile affrontare 15 ore di navigazione. Ci ribaltiamo"

"Tutto questo va in scena perché non si vuole che nei porti italiani entri l'immagine dell'umanità".

Barca Alex di ONG Mediterranea

Da due giorni in circa sessanta persone su una barca a vela di soli 18 metri, senza il bagno, senza "coperta", con le coperte termiche come unico mezzo per proteggersi dal sole e con casi di pidocchi e scabbia a bordo. Questa è la situazione a bordo dell'Alex, la barca della Ong Mediterranea che è bloccata in acque internazionali in attesa che navi italiane o maltesi si avvicinino per il trasbordo.

La Open Arms si era offerta di effettuare il trasbordo, ma le è stato negato, perché sempre di Ong si tratta. La linea del Viminale è questa: "L'Alex vada a La Valletta". Il motivo è che non vuole che l'Italia abbia a che fare con persone salvate da una Ong, perché creerebbe un "precedente". Il MoVimento 5 Stelle non ha il coraggio di opporsi a questo modo di agire e così i 41 migranti rimasti a bordo (a 13 è stato permesso di trasbordare) più l'equipaggio sono costretti a stare in mezzo al mare in attesa che qualcuno, finalmente, si degni di andarli a prendere.

L'Alex, infatti, non può navigare per 15 ore verso Malta in quelle condizioni, perché il peso, a causa del carico eccessivo, i migranti cadrebbero in acqua alla prima onda in mare al largo. Lampedusa, invece, è a solo un'ora di navigazione.

Secondo quanto ha raccontato Alessandra Sciurba che è a bordo dell'Alex, i migranti sono stremati, ma sono pronti a qualsiasi soluzione, perché hanno detto che è qualunque posto è meglio di un solo altro secondo in Libia.

Mediterranea ha anche spiegato che non è vero che ha rifiutato La Valletta come porto sicuro, ma semplicemente non ce la fa a raggiungerla e dunque ha bisogno che navi maltesi (o italiane, che sarebbero più vicine) vadano a effettuare il trasbordo dei migranti per portarli a Malta.

In un comunicato stampa Mediterranea ha chiarito:

"Non è vero che Alex ha rifiutato di andare a Malta. Ha accettato La Valletta come porto sicuro da ieri notte, pur nella consapevolezza dell'assurdità di non permettere lo sbarco nel porto sicuro più vicino di Lampedusa. Questo per preservare i naufraghi a bordo dallo spettacolo indecente di giorni di trattative in mare.
Quello che abbiamo chiesto sono però delle garanzie per la sicurezza dei naufraghi e per la nostra, tra le quali quella di navigare con a bordo solo con 18 persone equipaggio incluso, perché questo è il numero massimo di portata della nostra barca a vela.
Abbiamo chiesto inoltre di potere sbarcare le poche persone migranti che avremmo così a bordo al limite delle acque territoriali maltesi. Questo perché da Italiani non vogliamo essere sottoposti al regime di un paese straniero che in passato ha sequestrato le navi della società civile senza alcuna procedura di trasparenza.
Questo non significa affatto cercare impunità, perché cerca impunità chi ha commesso dei reati, e non è questo il nostro caso. Abbiamo persino rispettato il divieto di non entrare in acque italiane, nonostante un giudice abbia appena chiarito che il decreto sicurezza bis non si applichi alle navi che hanno effettuato un soccorso.
Ma forse è questo il problema del governo italiano, non avere sponda per attaccarci. E per questo cerca di ordire trappole altrove, con un assurdo scambio di ostaggi (Italia prende 50 migranti da Malta in cambio di quelli che abbiamo a bordo) con un’operazione crudele e anche economicamente ingiustificabile.
Lo avremmo fatto comunque, andare a Malta, per la sicurezza delle persone a bordo che alle 22 di sera restano senza cibo, dopo quello portato stamattina. Per tutti noi le condizioni igienico sanitarie sono ormai al collasso e non ci è stato nemmeno fatto un carico di acqua dolce come richiesto.
Restiamo in attesa di risposta dalle autorità italiane, perché fino ad ora (fatta eccezione per comunicati stampa che mentono spudoratamente) restiamo senza alcuna risposta formale alle nostre richieste. La situazione non sarà gestibile ancora a lungo"

Da ore il Ministero della Difesa ha detto di aver messo a disposizione delle navi della Marina Militare per l'evacuazione dell'Alex, ma non è ancora arrivato il via libera dal Viminale.

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