Migranti, Gentiloni: Governo preferisce il problema alla soluzione. Ius soli? Non avevo i numeri, Renzi sì


Dopo l’attacco di Matteo Renzi su migranti e ius soli, attacco interno al Pd rivolto all’ex ministro degli Interni Marco Minniti e all’ex premier Paolo Gentiloni, quest’ultimo replica per le rime.

In una lettera inviata a Repubblica, Gentiloni non attizza il fuoco delle polemiche interne ai dem, ma non rinuncia a rispondere colpo su colpo a Renzi. Prima però se la prende con Matteo Salvini che dopo il caso Sea Watch sta negando lo sbarco a Lampedusa ad altre due navi Ong. "Io accuso Salvini per il danno che sta facendo alla funzione stessa del ministro dell’Interno" e perché "sta cancellando l’immagine di un’Italia che sull’immigrazione aveva salvato l’onore dell’Europa" ha sottolineato Gentiloni.

Salvini secondo l’ex premier aveva ricevuto in eredità una situazione che "rendeva possibile il raggiungimento dell’unico obiettivo serio che un governo dovrebbe proporsi in tema di immigrazione" ossia "trasformare flussi incontrollati, gestiti da reti criminali, pericolosi per i migranti e fonte di tensione nei paesi di arrivo in flussi controllati, sicuri, indispensabili per la nostra economia".

Invece l’attuale ministro dell'Interno "non ha fatto niente" per procedere in questa direzione. "La verità" secondo Gentiloni è che Salvini e il governo "preferiscono il problema alla sua soluzione. Non solo. Hanno anche fatto a pezzi, con il decreto sicurezza, il nostro sistema di accoglienza e integrazione, che con tutti i suoi limiti e qualche evidente stortura aveva comunque contribuito - accanto alla straordinaria attività di molti Sindaci e delle reti di volontariato laico e religioso - a contenere i rischi di esclusione e odio sociale che abbiamo visto purtroppo esplodere in diversi paesi a noi vicini".

Sulle critiche di Renzi, Gentiloni ha detto: "So bene che anche i nostri governi avrebbero potuto fare di più e di meglio sul terreno dell’integrazione. Anche con scelte positive come la legge sullo ius soli. Io purtroppo non sono riuscito a farla approvare al Senato. Per mancanza di numeri, non certo di coraggio o di volontà. Coraggio o volontà che semmai ci mancarono tra il 2015 e il 2016, quando (con Renzi premier, Ndr) i numeri c’erano eccome, ma Governo e Pd decisero di non procedere. Limiti ed errori comunque ci sono stati. Ma i crolli di consensi al Pd nel voto del 2018 non dipendono certo dalle politiche migratorie di Minniti. Al contrario, garantire sicurezza e protezione è compito irrinunciabile di qualsiasi governo progressista".

La giravolta di Renzi su Gentiloni e Minniti

Matteo Renzi ieri aveva puntato il dito contro il suo partito accusandolo di "aver esasperato il tema degli sbarchi", fino a farli considerare una "minaccia alla democrazia" e di "non aver posto la fiducia sullo ius soli" cioè sulla cittadinanza automatica ai figli degli stranieri nati in Italia, indipendentemente dalla nazionalità dei genitori.

Ma l’attacco di Renzi sui migranti è parso una vera e propria giravolta rispetto a quanto diceva solo cinque mesi fa, a febbraio scorso, durante la campagna elettorale per le Europee: "Se gli sbarchi sono venuti meno è grazie all’intelligente azione di contrasto di questo periodo. Il Pd non ha alcuna remora a dire grazie a Minniti e al governo (Gentiloni) per il lavoro straordinario che è stato fatto". Giudizio ora completamente ribaltato dall’ex segretario-premier.

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