Tensione Viminale-Difesa: la polemica sterile di Salvini

Una polemica senza capo e né coda

Intorno all'1:30 di notte i migranti a bordo del veliero Alex sono sbarcati nel porto di Lampedusa. Poco prima dell'1 di notte la Guardia di Finanza ha notificato al capitano Tommaso Stella, indagato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, il sequestro della barca a vela. Così si è conclusa per il momento la vicenda del veliero della Mediterranea saving humans, al quale il Viminale aveva intimato di dirigersi verso Malta sulla base di un accordo con il Premier maltese Muscat.

Il capitano aveva invece rifiutato di affrontare 15 ore di navigazione - con a bordo 41 migranti - in mare aperto per ragioni di sicurezza, chiedendo il supporto della Marina Militare o della Guardia di Finanza. Il capitano di Alex si era anche detto pronto a trasportare un piccolo numero di naufraghi fino al limite delle acque territoriali maltesi, per poi effettuare il trasbordo dei migranti sui mezzi della scorta.

Questa proposta è stata respinta da Salvini, che aveva un altro obiettivo: far sequestrare a Malta il veliero e far processare l'equipaggio sull'isola. Una sorta di trappola, per porre fine alla missione umanitaria di Mediterranea saving humans nella speranza - evidentemente - di poter contare su una magistratura più incline ad accettare le influenze da parte del potere esecutivo. Che l'obiettivo fosse questo è chiaro; nell'ambito dell'accordo con Malta il Governo italiano si era impegnato a farsi carico di un ugual numero di migranti sbarcato a La Valletta in precedenza.

Il veliero è invece arrivato in Italia dove potrà contare, secondo l'opinione di Salvini, sull'aiuto di una magistratura politicizzata.

Ieri Salvini durante una diretta Facebook ha attaccato i colleghi Trenta e Tria: "Ogni tanto lo confesso, mi sento politicamente un po' solo. Infatti chiederò al ministro della Difesa e al ministro dell'Economia che comandano la Marina Militare e la Guardia di Finanza di aiutarci in questa battaglia di civiltà, di legalità, per salvare vite. Io non mollo, certo mi farebbe piacere che il ministero della Difesa e il ministero dell'Economia e delle Finanze che hanno la responsabilità di quello che fa la Marina Militare e la Guardia di Finanza fossero al nostro fianco, al fianco del popolo italiano per difendere i confini, le leggi, lo spirito di un Paese".

E poi: "Altrimenti è un precedente pericolosissimo: domani arriva una nave di contrabbandieri, una barca a vela piena di spacciatori, un traghetto pieno di delinquenti: io firmo il divieto di ingresso nelle acque territoriali, questi entrano e nessuno li ferma. E allora a cosa ci servono le navi dell'Esercito, se non per pattugliare i confini?".

Salvini, insomma, avrebbe voluto che venisse impedito l'accesso ad un porto italiano ad un veliero, carico ben oltre i limiti, affinché si concretizzasse il suo trappolone orchestrato in collaborazione con Malta.

Il Ministero della Difesa ha replicato immediatamente alle affermazioni di Salvini: "Da giorni abbiamo offerto supporto al Viminale sulla situazione di queste ore e il Viminale lo ha respinto, in più di una occasione. Questi sono i fatti".

Fonti del Viminale hanno controreplicato a stretto giro: "In riferimento alle fonti della Difesa che sostengono di aver offerto supporto al Viminale ottenendo risposta negativa, si segnala che il supporto è necessario per bloccare le navi che vogliono portare i clandestini in Italia e non per aiutarle nel trasporto".

Dal Ministero della Difesa è arrivata quindi una nuova controreplica: "In riferimento alla replica del Viminale, si precisa che il supporto offerto, come già specificato ieri (venerdì, ndr), riguardava il trasporto dei migranti a Malta. Se il Viminale avesse accettato, i migranti sarebbero già a Malta. È un mistero anche per noi il rifiuto espresso dal Viminale".

Questa mattina il Viminale ha nuovamente ribadito che "non ha rifiutato la collaborazione di altri ministeri, a partire dalla Difesa, tanto che Alex&Co aveva una interlocuzione aperta anche con Guardia di Finanza e Guardia Costiera".

La Alex "si è sempre rifiutata di entrare in acque maltesi e pretendeva di essere accompagnata dalle autorità italiane fino a 15 miglia nautiche da La Valletta, per poi allontanarsi immediatamente ed evitare i controlli e la legge di un Paese membro dell'Unione europea. È per questo che le operazioni si erano bloccate, costringendo gli immigrati a inutili ore di attesa in mezzo al Mediterraneo".

Secondo il Viminale, a quel punto, "era irrinunciabile l'arrivo di Alex sull'isola. Diversamente, le nostre Forze Armate si sarebbero trasformate in tassisti del mare a servizio della Ong, un film già visto prima del 2017 e che aveva consentito il moltiplicarsi degli sbarchi in Italia. Il rispetto per i militari italiani da parte del ministero dell'Interno è totale, proprio per questo ritiene debbano essere utilizzati per compiti coerenti con la propria missione, come la protezione della legge e dei confini"

Infine il Viminale ha ribadito "lo stesso concetto dell'altro giorno: Finanza e Marina Militare avrebbero potuto intervenire su Alex, sgravandola dagli immigrati a bordo, a patto che la Ong arrivasse in porto a Malta. Invece i signori della Ong di sinistra hanno preferito perdere ore di tempo in mezzo al Mediterraneo per pretendere 'nessuna attività coercitiva'. Cioè l'impunità. Il capitano di Alex ha quindi invocato lo 'stato di necessità' per forzare i confini nazionali confidando in un orientamento benevolo della magistratura".

Francamente, è difficile comprendere il senso della polemica del Viminale. Salvini avrebbe voluto che Guardia di Finanza e Guardia Costiera scortassero il veliero Alex fino a Malta e che poi costringessero in qualche modo il capitano ad entrare nelle acque territoriali maltesi, facendogli riprendere a bordo per l'ultimo tratto tutti i naufraghi soccorsi in mare giovedì. Si tratta di una cosa che non avrebbero potuto fare né la Guardia di Finanza e né la Guardia Costiera.

Semplicemente Salvini ha cercato di scaricare sui colleghi Trenta e Tria la responsabilità di un nuovo sbarco di una ong, alludendo ad una mancanza di collaborazione. In realtà Trenta e Tria non erano nella posizione di fare nulla di diverso perché la decisione di far entrare o meno il veliero nelle acque maltesi non potevano prenderla loro, ma solo il capitano Tommaso Stella.

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