Il Papa celebra la messa per i migranti: "A tutti sia data una casa e una patria"

Papa Francesco e la messa per i migranti

Papa Francesco continua a portare avanti la sua crociata contro il razzismo e il trattamento riservato ai migranti nell'Unione Europea e nel resto del Mondo e oggi, nel giorno del sesto anniversario della visita del Pontefice a Lampedusa, ha celebrato in Vaticano la messa per i migranti in presenza di circa 250 persone tra rifiuti e volontari che li assistono qui in Italia.

Con un coro vestito di nero in segno di lutto per le migliaia di persone morte in mare, Papa Francesco ha chiesto a tutti di guardare "con amore i profughi e gli oppressi", ricordando anche le parole pronunciate da Giovanni Paolo II durante il suo pontificato:

I poveri, nelle molteplici dimensioni della povertà, sono gli oppressi, gli emarginati, gli anziani, gli ammalati, i piccoli, quanti vengono considerati e trattati come ‘ultimi’ nella società.

Bergoglio cita in modo diretto i campi di detenzione in Libia, dove i migranti vengono torturati e ridotti in schiavitù:

Il mio pensiero va agli ‘ultimi’ che ogni giorno gridano al Signore, chiedendo di essere liberati dai mali che li affliggono. Sono gli ultimi ingannati e abbandonati a morire nel deserto; sono gli ultimi torturati, abusati e violentati nei campi di detenzione; sono gli ultimi che sfidano le onde di un mare impietoso; sono gli ultimi lasciati in campi di un’accoglienza troppo lunga per essere chiamata temporanea.

Rincara la dose, dimenticando però quanto la Chiesa stia facendo poco rispetto all'entità del problema:

Sono persone, non si tratta solo di questioni sociali o migratorie! Non si tratta solo di migranti! nel duplice senso che i migranti sono prima di tutto persone umane, e che oggi sono il simbolo di tutti gli scartati della società globalizzata. Viene spontaneo riprendere l’immagine della scala di Giacobbe. In Gesù Cristo il collegamento tra la terra e il Cielo è assicurato e accessibile a tutti. Ma salire i gradini di questa scala richiede impegno, fatica e grazia. I più deboli e vulnerabili devono essere aiutati. Mi piace allora pensare che potremmo essere noi quegli angeli che salgono e scendono, prendendo sottobraccio i piccoli, gli zoppi, gli ammalati, gli esclusi: gli ultimi, che altrimenti resterebbero indietro e vedrebbero solo le miserie della terra, senza scorgere già da ora qualche bagliore di Cielo.

L'opera di sensibilizzazione messa in atto ormai da anni da Papa Francesco non sembra funzionare. Chi si continua a professare cattolico è spesso critico nei confronti delle parole del Pontefice, anche a causa delle scarsa azione della Chiesa rispetto alle sue potenzialità. Anche queste parole, quindi, rischiano di provocare l'effetto opposto: avvicinare i fedeli sempre più alle politiche di Matteo Salvini e allontanarli dalla Chiesa Cattolica.

Foto | Santa Sede

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