Ore 12 - Quelli del Pd, solo "furbi" o solo "fessi"?

altroTornando alle cose “serie” (si fa per dire) della politica, rimbalza la patata bollente del referendum.

Ancora una volta, Silvio Berlusconi gioca magistralmente bene la sua partita.

Il premier viene accusato di portare acqua al mulino dei referendari mentre è evidente che sono questi ultimi a fare il gioco del leader del Pdl.

Dal 1994, tutte le riforme del sistema elettorale (legge maggioritaria, abolizione delle preferenze e, dulcis in fundo, questo scandaloso premio di maggioranza ad un solo partito) hanno sempre e solo favorito Berlusconi e il suo partito.

Non solo. Adesso l’aiuto al premier viene addirittura dal Partito democratico. Come dar torto alla Lega quando afferma che “l’esito del referendum è quello annunciato da Berlusconi: il potere assoluto a un solo partito e la cancellazione di tutti gli altri”?

E come dar torto (visto con la sua ottica) a Berlusconi che si butta nell’affaire dicendo: “Voto sì perché non sono un masochista”?

Ma il masochista numero uno sembra essere, con il suo annunciato “sì”, Dario Franceschini.

Il referendum non raggiungerà il quorum. Ma se il 21 giugno dovesse passare? Una bomba!

La Lega aprirebbe subito la crisi di governo. Godrebbe il Pd andando alle elezioni politiche anticipate? Macchè. Con il sistema imposto dal referendum, il Pdl farebbe cappotto, con Berlusconi “monarca” assoluto (ben oltre i 100 parlamentari di vantaggio di oggi), l’opposizione cancellata.

Scrive Il Riformista: “O la posizione del Pd è ipocrita (cioè finta), o è masochista. Speriamo che sia ipocrita”.

Eh sì, questi del Pd sono proprio “forti”. E “furbi”. Si accodano a Berlusconi per instaurare il bipartitismo in mano a … un solo partito: quello del Cavaliere “imperatore”.

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