Stefano Fassina "l'estremista" al Financial Times: «Non toccheremo le riforme di Monti»

Stefano Fassina
È stato dipinto da Mario Monti come un "estremista" che Bersani dovrebbe "silenziare" al pari di Vendola e dell Cgil. Ma, intervistato dal Financial Times di oggi Stefano Fassina, responsabile economico del PD, sembra completamente allineato sulle politiche del premier. Il quotidiano britannico titola "I democratici tendono un ramoscello d'olivo a Monti", ma dalle dichiarazioni di Fassina più che un ramoscello pare tendere l'intero oliveto.

A Londra per un giro di incontri con gli investitori nel cuore finanziario della City (e, aggiungono le malelingue, per perorare la causa del centrosinistra di fronte ai mercati finanziari, ancora poco convinti dalla possibilità di una premiership di Bersani), Fassina parla delle alleanze per le riforme e del programma di governo per uscire dalla crisi. Prima di tutto, l'ex economista del Fondo Monetario Internazionale ci tiene a ribadire che Monti non è il nemico:

Con Monti siamo dalla stessa parte del campo per quanto riguarda il confine tra populismo ed europeismo. Condividiamo gli stessi principi per quanto riguarda i grandi temi, come le riforme costituzionali, l'Europa e la necessità di riforme strutturali.


Ma nel seguito dell'intervista va ancora più a fondo, tanto da far dubitare che si tratti dello stesso "giovane turco" che in Italia passa per un estremista contrario all'Agenda Monti:

Non rinegozieremo il fiscal compact o l'obbligo di pareggio di bilancio in Costituzione. Se agissimo unilateralmente, danneggeremmo il progetto europeo. Vogliamo avere spazio per politiche fiscali anti-cicliche, ma a livello europeo.

E per ottenere questo spazio, il centrosinistra sarebbe anche d'accordo con il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Scheuble sull'opportunità di istituire un super-commissario europeo al bilancio. Cosa che limiterebbe la sovranità nazionale ma, secondo Fassina:

Avremmo in cambio una “golden rule” sugli investimenti pubblici e un ruolo più forte della Banca Centrale Europea

Per quanto riguarda le riforme che l'eventuale governo di centrosinistra proporrà, Fassina assicura che si andrà nella stessa direzione tracciata da Monti, nonostante lui stesso, a ottobre, aveva detto "Rottamiamo l'Agenda Monti". Ora invece:

Vogliamo continuare le liberalizzazioni soprattutto per le assicurazioni, le farmacie e i servizi legali. [...] In Italia per un’impresa non è difficile licenziare qualcuno, quello che non funziona è l'applicazione delle leggi.

Per questo è da riformare il sistema giudiziario, mentre non c'è ragione di toccare nuovamente il mercato del lavoro dopo la riforma Fornero.
Eppure in passato Fassina aveva detto ben altro: "Il provvedimento Fornero non va bene: ci sono dei punti che vanno cambiati". Non solo, ma quando il ministro del Lavoro non era stato invitato alla Festa dell'Unità, Fassina aveva sostenuto la scelta di escluderla motivandola con il "mancato dialogo sugli esodati"

Infine, via libera al congelamento degli adeguamenti salariali:

cercheremo un accordo con i sindacati e le imprese per congelare gli adeguamenti di stipendio in cambio di investimenti. Negli ultimi dieci anni gli investimenti nel settore privato sono stati molto scarsi.
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