Vertice governo sui migranti, Trenta: "Le navi rispondono a ministro competente"

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Si è tenuto questa sera a Palazzo Chigi un importante vertice di governo sul tema dei migranti. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha incontrato i ministri Matteo Salvini, Enzo Moavero Milanesi ed Elisabetta Trenta, con quest’ultima che è parsa abbastanza polemica nei confronti del collega dell’Interno. "Le navi prendono ordini dal ministro di riferimento, poi si agisce insieme", ha sottolineato la ministra della Difesa.

Soddisfatto al termine del vertice, il premier Conte che ha definito l’incontro "proficuo perché abbiamo rivisto i dati sui flussi e gli elementi di contrasto al traffico illegale". La ministra Trenta ha sostanzialmente fatto il punto sulla situazione definita “caotica” dall’opposizione, dopo le vicende relative a Sea Watch 3 e Mediterranea.

"Nonostante l'agitazione del momento stiamo lavorando tutti insieme per la sicurezza del Paese. Le navi prendono ordine dal ministro di riferimento - ha insistito Trenta - , ogni ministro ha una sua area di competenza e nelle aree di concorso in cui si partecipa insieme alla competenza di un altro ministero, ci si coordina. Ma l'ordine viene sempre dal ministro di riferimento, poi l'attività viene svolta insieme".

La titolare della Difesa ha tranquillizzato tutti sul fronte libico, dal quale non ci sarebbe "un pericolo eccessivo, mentre sono aumentati gli sbarchi dalla Tunisia". Quanto alla presunta richiesta di Salvini sull’impiego della Marina Militare nei porti, Trenta smentisce seccamente: "Quello che potrebbe fare la Marina non riguarda i porti. Si può compiere attività di controllo maggiore nell'area di nostra competenza".

Salvini: "I numeri mi danno ragione"

Matteo Salvini, dal canto suo, ha invece snocciolato i numeri a suo dire molto positivi relativi al numero di sbarchi e morti nel 2019 rispetto al 2018.

"Ho portato al tavolo un numero di morti e dispersi più che dimezzato rispetto all'anno scorso, parlano di una riduzione di partenze, di sbarchi. Nel decreto sicurezza ci saranno multe più alte, sequestro, più uomini e più mezzi in Libia. Per il momento, toccando ferro, i numeri ci danno ragione".

Quanto all’utilizzo delle forze armate per respingere i carichi di migranti, il ministro dell’Interno e vicepremier del governo Conte ha aggiunto:

"Siccome prevenire è meglio che curare in caso di nuovi conflitti vogliamo farci trovare pronti. A me basta che le navi delle forze armate difendano i confini via terra, via mare, via aereo: esercito, Marina militare, guardia di finanza. Se ciascuno fa il suo in Italia entra chi ha il permesso di entrare".

Dopo aver ribadito che la prossima settimana in Finlandia incontrerà tutti i colleghi europei con l’obiettivo di "sensibilizzarli sul fatto che tutti devono fare di più", Salvini ha concluso con la questione dei tanti barchini che dalla Tunisia giungono in tranquillità sulle coste italiane.

"Se la Tunisia farà il suo, il problema dei barchini fantasma è sostanzialmente risolto. Non esistono sbarchi fantasma, ci sono sbarchi piccoli, medio, grandi. I numeri a oggi dicono che siamo a 3.126, tutti vengono beccati e controllati. Ma siccome la metà di queste partenze, si verificano da Tunisia e Algeria, il presidente del Consiglio si è fatto carico di sollecitare gli amici tunisini, dove non c'è guerra, a verificare e bloccare queste partenze".

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