Autonomie, acceso scontro tra Lega e M5S. Conte: "Si vada avanti, ma rispettando la Costituzione"

Stallo sulla scuola e sulle gabbie salariali.

Autonomie scontro Lega-M5S - Conte su Costituzione

Non c'è accordo e i toni diventano di ora in ora più accesi in seno al governo per quanto riguarda la questione delle autonomie regionali, materia di cui si occupa l'apposito ministero guidato dalla leghista Erika Stefani, che stamattina uscendo dal vertice (andato malissimo) con i 5 Stelle ha detto che i pentastellati devono dire se intendono andare avanti o no sulle autonomie e se accettano o no il risultato del referendum che c'è già stato in alcune regioni del Nord.

La logica leghista appare, come sempre, quella del "o si fa come diciamo noi o non se ne fa nulla", mentre il MoVimento 5 Stelle insiste sul fatto che le autonomie si devono fare, ma per bene, garantendo che non ci saranno squilibri tra Nord e Sud. Squilibri che, invece, sembrano esserci nel testo proposto dalla Lega.

In particolare, il M5S ha spiegato che i punti su cui si sono impantanati questa mattina sono fondamentalmente due: la regionalizzazione della scuola e le gabbie salariali. Per quanto riguarda la scuola, è stato lo stesso vicepremier Luigi Di Maio a spiegare il perché del disaccordo:

"Stamattina il tavolo sull’autonomia si è bloccato sulla regionalizzazione della scuola. Un bambino non sceglie in quale regione nascere: noi dobbiamo garantire l’unità della scuola così come l’unita nazionale. L’Autonomia si deve fare ma non si deve fare male: stiamo ancora pagando lo scotto della riforma del titolo 5 della sulla sanità, invito ad una riflessione ma in spirito costruttivo"

Fonti del M5S hanno poi parlato delle gabbie salariali spiegandole così:

"Al vertice Autonomia oggi la Lega ha proposto di inserire le gabbie salariali, ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud. Per il M5S è totalmente inaccettabile"

La ministra Stefani, a una domanda sulle gabbie salariali, ha risposto solo dicendo che non c'è niente di diverso in programma da quello che esiste già, senza aggiungere spiegazioni.

Intanto, secondo Adnkronos, Matteo Salvini si è profondamente arrabbiato e avrebbe detto:

"Se c’è qualcuno che sabota, qualcuno che l’autonomia non vuol farla… Allora si parli chiaro"

Quel qualcuno sarebbero, ovviamente, i 5 Stelle, mentre il Premier Giuseppe Conte ha detto soltanto che "bisogna andare avanti", ma "nel rispetto dell'unità del Paese e del dettato costituzionale". Intanto i leghisti hanno lasciato il vertice in aperto contrasto con i pentastellati e hanno detto che questi ultimi "condannano il Sud all'arretratezza". Ma il M5S ritiene che sono proprio le proposte della Lega a condannare il Sud a tornare indietro di mezzo secolo.

Il Fatto Quotidiano riporta quanto avrebbero detto fonti del M5S:

"La Lega ha proposto di inserire le gabbie salariali, ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud, una cosa che per il M5S è totalmente inaccettabile. Una simile proposta spaccherebbe il Paese e la consideriamo discriminatoria e classista. Impedirebbe ai giovani di emanciparsi, alle famiglie di mandarli a studiare in altre università, diventerà difficile e costoso anche prendere un solo treno da Roma a Milano. È già stata in vigore in passato con pessimi risultati e giustamente venne abolita nel ’72. Reintrodurla significa riportare l’Italia indietro di mezzo secolo. Follia pura"

L'incontro è stato poi sospeso per permettere ai senatori di votare sul taglio dei parlamentari e i leghisti hanno detto:

"Apprezziamo gli sforzi di Conte ma l'unico modo per aiutare l'Italia e il Sud è premiare il merito e punire gli sprechi"

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