Fondi russi alla Lega? M5S chiede spiegazioni a Matteo Salvini

Stefano Patuanelli

La posizione ufficiale del Movimento 5 Stelle di fronte alle pesanti accuse lanciate dall'inchiesta de L'Espresso e da quella di BuzzFeed News nei confronti della Lega di Matteo Salvini ha reso ancora più chiaro il poco potere rimasto al vicepremier Luigi Di Maio nel governo gialloverde, ormai pronto a passare sopra a vicende potenzialmente gravissime pur di non far innervosire l'altro vicepremier e mettere a repentaglio la già precaria tenuta del governo.

Di Maio non aveva affatto preso una posizione, si era limitato a scherzare sulla vicenda e sminuirla, mentre la nota ufficiale del Movimento 5 Stelle si affrettava a prendere le distanze - "Al MoVimento 5 Stelle non gliene frega nulla dei petrolieri e men che meno degli speculatori. Sono mondi che proprio non ci appartengono e ne siamo orgogliosi" - senza però chiedere spiegazioni al diretto interessato.

Ora, però, qualcosa sembra iniziare a muoversi. Se il PD sta chiedendo a gran voce chiarimenti urgenti e la Procura di Roma sta indagando da mesi sulla delicata questione, oggi è stato Stefano Patuanelli, capogruppo M5s al Senato, ad allontanarsi dalla posizione ufficiale del MoVimento:

Non è un momento di imbarazzo. Non è una storia che riguarda il M5s. Sono cose che noi guardiamo con distacco. Noi finanziamenti non ne riceviamo. Se ci sono dei profili di reato sarà la magistratura a dirlo e ci saranno immagino delle indagini eventuali. Chiediamo alla forza politica con cui governiamo molta chiarezza su quanto accaduto. Io credo che Salvini abbia detto ieri alcune cose: ci aspettiamo le azioni conseguenti. Se c’è un millantatore, va trattato da millantatore.

Il millantatore a cui si riferisce Patuanelli sarebbe uno dei protagonisti di quell'incontro a Mosca, Gianluca Savoini, il cosiddetto sherpa della Lega in Russia. Il leader della Lega ha subito ha preso le distanze da Savoini: "Savoini era con me in Russia? Con me c’era decina di imprenditori. A lui non ho chiesto né ho mai chiesto di chiedere ad altri alcunché, e non sapevo di quell’incontro".

Savoini non era soltanto uno dei tanti imprenditori che aveva accompagnato Matteo Salvini nel suo viaggio in Russia lo scorso ottobre, ma era anche tra gli ospiti alla cena governativa in onore della visita di Vladimir Putin in Italia, come da lui stesso confermato via Twitter con un video in cui compare anche lo stesso Salvini lo scorso 6 luglio, appena una manciata di giorni fa.

A definire Savoini un millantatore era stato il braccio destro di Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti: "C’è gente un po’ che millanta. Vale per tutti quelli che fanno politica. C’è in giro un sacco di gente che parla in nome e per conto del sottoscritto, chissà quante cose si inventa. Nel caso specifico a me sembra che qualche fanfarone le sparava grosse e qualcuno in modo opportunistico per chissà quali fini approfitta del fanfarone per gettare discredito su Salvini.

Se è vero che Savoini, come sostenuto da Salvini e Giorgetti, abbia agito in totale autonomia dovrebbe essere il primo destinatario di una querela da parte del leader della Lega. Ad oggi, però, il vicepremier non ha confermato né smentito l'avvio di un procedimento contro il suo ex portavoce.

Insomma, gli elementi sospetti che meritano di essere approfonditi non mancano e ora anche in casa M5S sembrano essersene accordi, o almeno in parte. Ai giornalisti che hanno chiesto a Stefano Patuanelli se c'è l'intenzione di chiedere le dimissioni di Matteo Salvini, il politico ha risposto rimanendo sul vago:

Dimissioni o comunque chiedere a lui che chiarisca quello che è successo e perché lo ha fatto. È una situazione che va chiarita.

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