Presunti fondi russi alla Lega, Salvini: "Tutto ridicolo. I bilanci sono trasparenti"

Matteo Salvini

Da ore il Ministro dell'Interno Matteo Salvini sta elencando le cose che non ha mai chiesto alla Russia - rubli, dollari, gin tonic, pupazzetti e matrioske - nel tentativo di difendersi dalle accuse lanciata nei confronti della Lega - e al momento non direttamente allo stesso Salvini, che almeno dal vertice segreto a Mosca si sarebbe tenuto alla larga - sui presunti accordi per finanziare illegalmente il partito ora al governo col Movimento 5 Stelle.

Da un lato c'è Gianluca Savoini, leghista e presidente dell'associazione Lombardia-Russia, indagato dalla Procura di Roma per corruzione internazionale, dall'altro ci sono il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle che chiedono chiarimenti a Matteo Salvini, con gli alleati della Lega al governo che si sono addirittura detti favorevoli ad una commissione d’inchiesta proposta dal PD.

Salvini da ore non fa che ribadire la massima trasparenza dei conti della Lega e anche questa mattina, intervenuto a Radio Anch'io, ha sminuito la vicenda e minacciato querele.

È tutto ridicolo. Non abbiamo mai chiesto un rublo, un dollaro, un gin tonic, un pupazzetto a NESSUNO. Rispetto il lavoro di tutti. Ho la coscienza a posto. Querelerò chi accosterà soldi della Lega alla Russia. Bilanci Lega TRASPARENTI.



È tutto ridicolo, sostiene Salvini, ma oltre a promettere di non aver mai ricevuto fondi dalla Russia tramite intermediari, il vicepremier dovrebbe iniziare a chiarire alcuni aspetti fondamentali di questa vicenda, a cominciare dai rapporti con Gianluca Savoini, presente anche alla cena con Putin lo scorso 6 luglio a Roma.

Se è vero che Savoini ha agito in totale autonomia e se è vero che, come affermato da Giorgetti, si tratterebbe di un millantatore, è già partita la querela nei suoi confronti? Se quella trattativa non era stata autorizzata dai vertici della Lega, Savoini avrebbe provocato non pochi danni d'immagine al partito di Matteo Salvini e in questo caso la querela dovrebbe essere prioritaria.

Se, però, Savoini aveva il permesso di trattare per conto della Lega con la Russia, querelarlo e lasciarlo quindi da solo in questa inchiesta potrebbe spingerlo a rivelare informazioni delicate che potrebbero quindi incastrare molte persone. Anche questo aspetto, quindi, dovrà essere chiarito in modo celere e in tutte le sedi possibili.

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