Video, Salvini elude le domande su Savoini e fa sarcasmo sulla magistratura: "Inchiesta ridicola"

Il ministro dell'Interno non risponde quando gli chiedono perché Savoini era con lui alla riunione di ottobre 2018 con i russi.

Matteo Salvini oggi ha tenuto una conferenza stampa al Viminale per presentare un accordo sottoscritto con i gestori delle discoteche, "un'intesa programmatica di prevenzione all'abusivismo e per assicurare adeguate misure di sicurezza". Lui stesso ha aperto la conferenza scherzando:

"Scusate il ritardo, stavo cercando di nascondere gli ultimi rubli..."

Ovviamente, quando è stato il momento di rispondere alla domande dei giornalisti, queste si sono concentrate sull'argomento più caldo di questi giorni, ossia quello dei presunti fondi russi alla Lega.

A Salvini è stato chiesto prima di tutto perché, se è vero che lui non c'entra niente in quelle trattative, invece di querelare i giornalisti non querela Gianluca Savoini, che sarebbe dunque un millantatore. Salvini ha risposto soltanto:

"Farò tutto quello che è necessario per tutelare me e la Lega, che ha bilanci puliti e trasparenti"

Quando gli è stato chiesto a che titolo Savoini ha partecipato alla riunione del 16 ottobre 2018 con il ministro russo a Mosca, Salvini ha chiaramente eluso la domanda, come potete vedere dal video in alto. Non ha assolutamente risposto, non ha spiegato che ruolo avesse Savoini e perché fosse lì, ha solo tentato di deviare il discorso:

"C'è tanta gente quando faccio le riunioni. Fatemi fare il lavoro serio. Lei cerchi i rubli, il petrolio, i missili e le armi nucleari. Ritengo ridicola questa inchiesta. Ce ne è una in Lussemburgo. Mi divertono tantissimo queste cacce al tesoro"

E che Savoini fosse stato in Russia con Salvini anche a luglio 2018 è inequivocabile, avendo lo stesso Savoini condiviso una foto in cui era al tavolo con italiani e russi.

Salvini ha poi detto di essere d'accordo con l'istituzione di una commissione d'inchiesta sul finanziamento di tutti i partiti, anche se pure in questo caso la risposta non è stata serissima, visto che ha detto "ne possiamo istituire sette di commissioni". La proposta, lo ricordiamo, è stata avanzata dal PD, ma sostenuta anche dal MoVimento 5 Stelle, purché riguardi, appunto, tutti i partiti e non solo la questione dei presunti fondi russi alla Lega.

Per quanto riguarda il passaggio sulla magistratura, in realtà le sue parole sono sembrate sarcastiche, perché ha detto:

"Ho totale fiducia nella giustizia che andrà avanti con questa preziosissima indagine e se c'è un rublo fuori posto sarò il primo ad arrabbiarmi, ma suppongo che non ci sia. Ho totale fiducia nella magistratura italiana, che è la più veloce, la più libera e la più indipendente al mondo, la più solerte, la più efficace, quindi sono tranquillissimo. Facciano commissioni d'inchiesta, tutto..."

Che non è propriamente in linea con quello che dice di solito sui giudici. Che sia un modo per mettere le mani avanti in vista di una possibile decisione dei giudici contro la Lega e contro di lui?

Gli è stato chiesto anche se non fosse indignato del fatto che nell'audio Savoini parlasse a nome della Lega e lui ha detto "No, a nome della Lega parlo io. Nessuno è titolato a parlare a nome della Lega, se non il segretario della Lega. Se lei vuole fare un monotematico sulla Russia, lo fa in un'altra sede, questo è il ministero dell'Interno che si occupa della sicurezza, non dei soldi che non ci sono" poi ha fatto la faccia scocciata e ha chiosato:

"Più scrivete su questo, più mi fate un favore. E poi chiedetevi perché i giornali italiani vendono sempre meno. Cercate gli hacker russi..."

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