Caso Russia-Lega, Di Maio a Salvini: "Quando il Parlamento chiama..."

di maio salvini lega russia

Luigi Di Maio pubblica un post su Facebook con il quale invita sostanzialmente Matteo Salvini a riferire in aula sul caso dei presunti fondi russi alla Lega. "Quando il Parlamento chiama, il politico risponde, perché il Parlamento è sovrano e lo dice la nostra Costituzione", scrive il vicepremier del governo Conte. Il ministro del Lavoro sostiene che la presenza in Parlamento del leader del Carroccio può essere molto importante per la Lega stessa, poiché solo nelle sedi istituzionali si può rispondere alle accuse, se davvero le stesse non sono giuste.

"Quando si ha la certezza di essere strumentalizzati - aggiunge Di Maio - , l'Aula diventa un'occasione per difendersi e rispondere per le rime alle accuse, se considerate ingiuste". Insomma, il Movimento 5 Stelle, annuncia ufficialmente il suo leader, è favorevole ad una commissione d’inchiesta sui finanziamenti ai partiti: "Se ci sono sospetti su finanziamenti ai partiti - prosegue - , si fa una commissione di inchiesta per tutti i partiti". Insomma, il caso Lega-Russia è l’occasione buona per i pentastellati, per avviare un discorso generale su un tema a loro molto caro, quello dei “finanziatori” spesso occulti dei partiti politici.

Di Maio: "Comico che il PD parli di finanziamenti"

Comunque sia, il vicepremier ne ha anche per l’opposizione, che in queste ore sta cavalcando l’onda dei presunti fondi russi alla Lega per attaccare la maggioranza di governo e proporsi come alternativa all’esecutivo. "Soprattutto - evidenzia il leader del M5S - è comico che sia il Pd a parlare di finanziamenti (dopo le coop rosse, dopo Mafia Capitale e dopo le indagini della magistratura che ancora coinvolgono i loro vertici). La commissione di inchiesta sui finanziamenti ai partiti serve, va fatta subito e deve riguardare tutti, anche il MoVimento. Nessuno escluso. I cittadini quando votano devono sapere se la forza politica a cui stanno dando il loro consenso fa i loro interessi o quelli di qualcun altro". "Riteniamo doveroso - conclude - garantire la tracciabilità dei soldi che un partito incassa durante una campagna elettorale. Il MoVimento 5 Stelle, sempre con la SpazzaCorrotti, ha obbligato tutti a rendere pubbliche le donazioni che ricevono e su questo non ci si può tirare indietro".

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