Caso Russia-Lega, Salvini sceglie il silenzio: “Non devo spiegare niente”

Matteo Salvini contro Marina Militare

Nel giorno in cui Gianluca Savoini sarà sentito dai pm di Milano in merito all'incontro segreto a cui ha partecipato il 18 ottobre dello scorso anno a Mosca, il Ministro dell'Interno Matteo Salvini sembra aver ufficialmente sposato la politica del silenzio, piuttosto insolito per uno loquace come lui, sempre pronto a dedicare intere ore di dirette per qualsiasi cosa lo riguardi.

Eppure, ne danno conto questa mattina il Corriere della Sera e Repubblica, non soltanto Matteo Salvini avrebbe deciso di non rispondere più ad alcuna domanda sulla Russia e su Gianluca Savoini, ma avrebbe anche imposto ai suoi leghisti di fare altrettanto, convinto che il caso si sgonfierà da solo nel giro di qualche giorno.

Non dobbiamo dare alcuna spiegazione. È tutto un enorme gossip, si sgonfierà da solo. Non è per mancanza di rispetto verso il Parlamento, è che se pure andassi a riferire al Senato non avrei proprio niente da dire. Di cosa dovrei parlare in aula, di cene?

È quanto avrebbe riferito Salvini ai suoi, ignorando anche gli appelli del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle a riferire in Parlamento di quei presunti legami, inclusa la presenza di Savoini alla cena per Vladimir Putin organizzata a Palazzo Madama dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

E in effetti, pur rimanendo attivo come al solito via Facebook, il leader della Lega lancia bacioni alla sinistra, gode per i fischi al presidente francese Macron, promuove la riforma della giustizia per punire i rom che picchiano i benzinai e lancia preghiere per le vittime del sabato sera in Italia. Della Russia e di Savoini, però, nessuna traccia.

È un comportamento nuovo ed insolito per il Ministro dell'Interno, che non si è mai sottratto agli attacchi. Anzi, pure quando era evidentemente dalla parte del torto, ha sempre provato a sfruttare ogni attacco per trasformarlo in propaganda. Al grido di "io non mollo", Salvini ha sempre replicato alle accuse mosse nei suoi confronti, soprattutto quando a muovere quelle accuse era il Partito Democratico.

Ora che il PD gli sta più addosso che mai prima d'ora e i suoi fedelissimi seguaci non fanno che invadere le bacheche Facebook per difendere l'operato del loro "capitano" a suon di "e allora il Partito Democratico?", Salvini sceglie la strada del silenzio assoluto. Curioso, no?

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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