Caso Russia-Lega, Candoni: "Al Metropol era stato invitato anche Salvini"

Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini ha messo in chiaro nei giorni scorsi, prima di abbracciare la strategia del silenzio sulla vicenda, di non aver mai saputo nulla dell'incontro che si è tenuto all'hotel Metropol di Mosca il 18 ottobre dello scorso anno, quello a cui ha partecipato Gianluca Savoini e incentrato su un accordo per far arrivare alla Lega fondi dalla Russia. A smentirlo, oggi, ci ha pensato un suo amico.

Fabrizio Candoni, fondatore di Confindustria Russia, si definisce "amico di Salvini anche se non sono leghista, sono di sinistra" e rivela al Corriere Della Sera di esser stato uno degli invitati a quella riunione al Metropol, così come il Ministro dell'Interno Matteo Salvini, che decise quindi di non partecipare:

Ero stato invitato anch’io all’hotel Metropol. Ma la prima regola che impari a Mosca è che non si partecipa alle cene con persone che non si conoscono e che non si mescolano mai business e politica. A Salvini, che era stato invitato anche lui, ho sconsigliato di andare.

Candoni ha precisato di aver incontrato Matteo Salvini il giorno precedente, il 17 ottobre 2018, quando il leader della Lega prese parte ad un evento di Confindustria Russia:

Ero con Salvini a Mosca il giorno prima dell’incontro al Metropol per un evento di Confindustria Russia. Non mi ricordo se me lo ha chiesto Salvini o uno dei suoi, ma io gli ho sconsigliato di partecipare. Poi ha fatto le sue scelte. Sapevo che aveva un appuntamento importante, doveva chiudere la campagna elettorale a Trento.

Il fondatore di Confindustria Russia, due giorni fa, aveva pubblicato su Facebook un post legato a quell'incontro segreto, scrivendo: "Matteo lo sai vero che se domani vai al Metropol con Savoini ti prendo a calci nel culo fino a Vladivostock!".

Quel post è stato cancellato e lo stesso Candoni si è giustificando dicendo di aver soltanto riportato "una cosa del 17 ottobre. Era una specie di fumetto, era una boutade. L’ho cancellato perché poteva essere male interpretato, mi sono reso conto che era inappropriato". Quanto ai presunti accordi a cui si è lavorato durante quell'incontro, Candoni sostiene si sia trattato di una bufala:

Conosco bene sia Gianluca Savoini sia Claudio D’Amico, anche se abbiamo idee politiche diverse. Sono due idealisti animati dal fuoco sovranista che non hanno capito in cosa sono finiti: in un giro più grosso di loro. [...] I russi non si siedono a negoziare di petrolio, vine discusso a livello di governi che chiamano in campo i loro champion. Si figuri se l’Eni si fa rappresentare da persone di quel livello, è impensabile. Non conosco i russi che c’erano lì ma erano l’equipollente di Savoini. È tutto una grande bufala.

Rispettando la politica del silenzio, Matteo Salvini non ha commentato queste ultime precisazioni che sembrano smentire almeno le prime dichiarazioni del leader della Lega, che disse pubblicamente di non aver mai saputo nulla su quel vertice segreto.

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