Salvini: "Un gruppo ucraino voleva uccidermi". La Procura: "Nessun riscontro"

Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini si è finalmente deciso a commentare l'operazione della Digos che ieri ha portato al sequestro di un grande arsenale in possesso di elementi legati all'estrema destra italiana. Tra una diretta e un lancio di bacioni alla sinistra, il commento del leader della Lega ha impiegato più di 24 ore ad arrivare. Oggi, intervenuto a Genova, Salvini ha affermato di aver avuto un ruolo nella vicenda.

Le indagini che avrebbero portato alla scoperta dell'arsenale, secondo Salvini, sarebbero partite da una sua segnalazione. I servizi segreti, infatti, gli avrebbero riferito di un gruppo ucraino che stava pianificando un attentato alla sua vita:

L’ho segnalata io. Era una delle tante minacce di morte che mi arrivano ogni giorno. I servizi segreti parlavano di un gruppo ucraino che attentava alla mia vita. Sono contento sia servito a scoprire l’arsenale di qualche demente. Penso di non aver mai fatto niente di male agli ucraini, ma abbiamo inoltrato la segnalazione e non era un mitomane. Non conosco filonazisti. E sono contento quando beccano filo-nazisti, filo-comunisti o filo chiunque.

Le indagini seguite alla denuncia di un potenziale attentato da parte di stranieri contro di me, hanno portato alla...

Posted by Matteo Salvini on Tuesday, July 16, 2019

Questo è vero soltanto in parte, almeno secondo fonti della Procura di Torino. Era effettivamente giunta in passato la voce di un possibile attentato alla vita del Ministro dell'Interno Matteo Salvini, ma le indagini della Digos e della Procura di Torino non riuscirono a trovare riscontri. Nulla di ciò, però, sarebbe legato in alcun modo alle indagini che hanno portato alla scoperta di quell'arsenale.

Lo ha precisato proprio la Procura di Torino, secondo la quale gli agenti della Digos sarebbero arrivati a quelle armi grazie all'attività di monitoraggio di cinque cittadini italiani, ex miliziani ritenuti vicini al Battaglione Azov, che stavano cercando di vendere il missile aria-aria Matra di 800kg, tenuto nascosto in un hangar non lontano dall'aeroporto di Rivanazzano Terme, in provincia di Pavia.

Lo ha spiegato il dirigente della Digos Carlo Ambra:

Durante le attività sono stati riscontrati contatti telefonici tra un miliziano e un esperto d'armi che proponeva l'acquisto di un missile. Le indagini hanno portato a scoprire un arsenale considerevole, con una capacità offensiva elevata.

Anche stavolta, insomma, il Ministro dell'Interno avrebbe manipolato la verità per acquisire consensi in un momento in cui lo scandalo Lega-Russia rischia di metterlo seriamente nei guai. L'immagine del politico perseguitato da tutti e che persino dall'Ucraina vorrebbero eliminare, potrebbe servire proprio a distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica da quelli che sono i problemi reali legati alla propaganda di Matteo Salvini.

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