UE, eletta Von der Leyen. Lega: "Gravissimo l'asse Renzi-M5S"

Ursula von der Leyen Angela Merkel

Ursula von der Leyen è stata eletta ieri Presidente della Commissione Europea con appena 9 voti in più rispetto alla maggioranza del Parlamento UE - 383 voti a favore e 327 contrari - e tra i voti che hanno contribuito alla sua elezione ci sono stati anche i 14 degli europarlamentari del Movimento 5 Stelle, che hanno deciso di non seguire la linea del governo gialloverde.

Questo ha fatto storcere parecchio il naso alla Lega. Non soltanto i cosiddetti sovranisti sono di fatto stati esclusi dalla squadra di Ursula von der Leyen, ma lo sono stati anche a causa di quei 14 voti che avrebbero potuto far saltare la nomina della ministra fedelissima di Angela Merkel (ha ottenuto un Ministero in ogni governo della cancelliera tedesca).

La Lega ha parlato apertamente di un asse Renzi-M5S, visto che il voto degli europarlamentari pentastellati è stato lo stesso di quelli del Partito Democratico, che per quanto non faccia piacere al leader leghista Matteo Salvini fa parte della maggioranza. A tuonare contro M5S ci ha pensato Marco Zanni, capogruppo dei sovranisti di "Identità e democrazia", la coalizione di cui fa parte anche la francese Marine Le Pen:

Gravissimo il voto europeo. Von der Leyen passa grazie all'asse Merkel, Macron, Renzi, 5 Stelle. Avrebbe potuto essere una svolta storica: la Lega è stata coerente con le posizioni espresse finora, ha tenuto fede al patto con gli elettori e difende l'interesse nazionale.

Parole, queste, che portano avanti la narrazione preferita dalla Lega, quella secondo la quale i leghisti vorrebbero fare soltanto gli interessi degli italiani mentre tutti gli altri, incluso il Movimento 5 Stelle, non avrebbero lo stesso obiettivo. È vero che il voto al Parlamento Europeo ha segnato ancora di più la frattura tra i due partiti al governo in Italia, già finiti in gruppi diversi e ora distanti anche per questa scelta che condizionerà l'UE per i prossimi anni.

È altrettanto vero, però, che il Movimento 5 Stelle ha sempre fatto del cambiamento uno dei propri baluardi - Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio si erano pure recati in auto a Strasburgo per chiedere la chiusura della sede francese del Parlamento UE - e alla prima occasione hanno dato il proprio supporto alla degne erede di Jean-Claude Juncker, ottenendo però l'appoggio del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ieri ha parlato di un "un inizio incoraggiante in direzione di un'Europa più solidale, più rispettosa dell'ambiente e più sicura rispetto ai traffici illeciti e all'immigrazione illegale".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO