Il Codice Rosso è legge: via libera del Senato, cosa cambia

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Il Senato della Repubblica ha dato il via libera al ddl denominato “Codice rosso”: il provvedimento è stato approvato con 197 sì e 47 astenuti, tra cui anche esponenti del Partito Democratico e Leu. Ora si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale affinché sia legge. Esulta il ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno: "La legge Codice Rosso rappresenta il massimo che si può attualmente fare sul piano legislativo per combattere la violenza sulle donne". Molto soddisfatto anche il collega dell’Interno, Matteo Salvini: "Più sicurezza e protezione per le donne vittime di violenza: grazie al Codice Rosso - evidenzia su Twitter - , i magistrati dovranno ascoltarle entro tre giorni dalla denuncia! Altra promessa mantenuta dalla Lega. P.S. La sinistra non ha votato a favore, parlano parlano ma quando serve se ne fregano".


Codice Rosso: cosa cambia con la nuova legge

Grazie alle nuove disposizioni di legge, i casi di violenza nei confronti delle donne avranno una sorta di "corsia preferenziale" nel lavoro dei magistrati, con indagini prioritarie e più veloci. Inoltre, vengono stabilite pene più severe nei casi di stalking e violenza sessuale (6-12 anni contro i 5-10 di oggi). Tra le novità assolute, invece, c’è il reato di revenge porn, quello relativo agli sfregi al viso (numerosi i casi di cronaca che hanno visto purtroppo protagonista l’acido) oltre che lo stop ai matrimoni forzati.

Nel caso di sfregi al viso fino a deformarne l’aspetto, la nuova legge prevede da 8 a 14 anni di reclusione, mentre se lo sfregio provoca la morte scatta l’ergastolo. Chi commette questo reato, inoltre, difficilmente otterrà “premi” come permessi, misure alternative o il permesso di lavorare fuori dal carcere.
reclusione da otto a quattordici anni. Se lo sfregio provoca la morte della vittima, scatta l'ergastolo. E per i condannati sarà più difficile ottenere benefici come il lavoro fuori dal carcere, i permessi premio e le misure alternative.

Nel caso di revenge porn, si risponde ad una necessità dettata dall’abuso di dispositivi tecnologici: chi invia, consegna, cede, pubblica o diffonda foto o video a contenuto sessuale di una persona senza il suo consenso, rischia da 1 a 6 anni di carcere, oltre che una multa da 5.000 a 15.000 euro. L’emendamento firmato dalla forzista Mara Carfagna, invece, punisce chi obbliga con minacce, violenza o approfittando di inferiorità psicofisica a contrarre matrimonio o unione civile. La pena va da 1 a 5 anni, che sale da 2 a 6 nel caso di coinvolgimento di minorenni.

Di Maio: "Donne e bambini non si toccano"

In serata è arrivato anche il commento del vicepremier Luigi Di Maio sull'approvazione del Codice Rosso: "Oggi lo Stato ha compiuto una scelta - dichiara tramite il proprio profilo Facebook il leader del Movimento 5 Stelle - , quella di urlare a pieni polmoni: 'Le donne e i bambini non si toccano!'. Il CodiceRosso è legge e le donne italiane e i loro figli, da oggi, possono sentirsi un po' più al sicuro. Sono orgoglioso del lavoro che stanno svolgendo tutti i miei colleghi. A partire dal nostro ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, sempre in prima linea fin dall'inizio. Questa legge è dedicata a tutte le donne uccise, sfregiate o stalkerizzate e ovviamente ai loro figli, che ingiustamente hanno sofferto insieme a loro".

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