Conte sta con Di Maio: "No della Lega a von der Leyen mette a rischio nostra poltrona Ue"

conte lega

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si schiera dalla parte di Luigi Di Maio dopo le polemiche per la votazione del nuovo presidente della Commissione UE. Pare che la maggioranza di governo avesse un accordo per supportare la von der Leyen, ma la Lega avrebbe cambiato idea votando compatta con i sovranisti. Matteo Salvini sostiene che a tradire i patti sia stato il Movimento 5 Stelle. Tra i due litiganti si inserisce il premier, che dà sostanzialmente ragione ai penta stellati.

"La designazione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea - scrive Conte in una lettera inviata al quotidiano La Repubblica - è stata da me condivisa e avrebbe consentito all'Italia di ottenere un portafoglio economico di rilievo, in particolare la concorrenza".

Con il no della Lega, teme ora il presidente del Consiglio, ci potrebbero essere "ripercussioni sulla composizione della squadra di Commissari". Insomma, le tensioni nella maggioranza rimangono e il premier, senza attaccarlo direttamente, richiama Salvini alle proprie responsabilità.

"Durante il negoziato preordinato alla designazione dei nuovi vertici delle Istituzioni dell’Unione - si legge nella missiva di Conte al quotidiano - mi sono dapprima opposto a soluzioni predeterminate e non elaborate nel consesso appropriato o nell’ambito del mandato congiunto che avevamo conferito al Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk. Successivamente, quando mi sono opposto a soluzioni alternative, l’ho fatto non per pregiudizi personali o politici nei confronti degli altri candidati vagliati, ma perché ho ritenuto che le soluzioni prospettate non fossero idonee a tutelare i nostri interessi nazionali e comunque a garantire il necessario rilancio per superare il difficile momento che l’Unione europea sta attraversando".

La posizione del Movimento 5 Stelle è sostanzialmente quella di voler cambiare le cose “da dentro” e Di Maio sostiene che anche la Lega fosse d’accordo. Al momento della votazione, invece, il Carroccio avrebbe preferito provare a cambiare le cose da fuori, senza però avere la possibilità di “contare” nonostante l’ampio consenso ottenuto alle ultime europee. Da qui la critica anche da parte di Conte.

"La designazione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea - insiste il Premier - è stata da me condivisa, per la sua storia personale e politica, e perché questa soluzione avrebbe consentito all’Italia di ottenere un portafoglio economico di rilievo, in particolare la “concorrenza”, come da me richiesto, e avrebbe aperto a buone prospettive per l’Italia anche con riguardo alle restanti nomine. Nei giorni precedenti la votazione della neo-Presidente ho invitato i parlamentari europei delle forze politiche che sostengono la maggioranza interna ad appoggiare questa candidatura [...] Come è noto gli Europarlamentari eletti con la Lega, a differenza di quelli del MoVimento 5 Stelle, hanno espresso voto contrario. Non sono in condizione di prefigurare se questa contrarietà avrà ripercussioni sulle trattative che si svolgeranno per definire la composizione della squadra di neo-Commissari".

La tensione tra Movimento 5 Stelle e Lega, però, non si ferma alle nomine UE: nei giorni scorsi non è piaciuto ai pentastellati l’incontro da parte di alcuni leghisti con le parti sociali. Conte ribadisce che ogni iniziativa personale di esponenti della maggioranza sia legittima, ma l’azione di governo non può essere “bypassata”.

"Passando alla manovra economica, ho letto con attenzione la lettera del Ministro e Vicepresidente Di Maio con la quale mi sollecita l’apertura di un confronto tra Governo e parti sociali. Accolgo questo invito e annuncio che, già per la prossima settimana, convocherò a Palazzo Chigi tutti i rappresentanti sindacali, delle imprese e delle altre associazioni di categoria, per un confronto ordinato e proficuo con la partecipazione di tutti i Ministri. Ho già chiarito - prosegue il premier - che ogni iniziativa compiuta da una singola forza politica, perseguita separatamente, è pienamente legittima, ma non può sostituirsi al pieno contraddittorio tra tutte le parti politiche e sociali, alla presenza dell’intero Governo, come impongono le regole di correttezza istituzionale".

Intanto, nei prossimi giorni Conte sarà chiamato a riferire in Aula di una vicenda che riguarda più la Lega che la sua azione di governo. Il premier sarà al Senato per la questione dei presunti fondi russi al Carroccio, in merito alla quale Salvini ribadisce di non aver alcunché da dire in Parlamento.

"Quanto alla vicenda “moscovita”, preciso che le forze di opposizione mi hanno chiesto di riferire in Senato e per questa ragione, ritenendo sacre le prerogative del Parlamento, ho immediatamente acconsentito alla richiesta. Ritengo improprio anticipare in questa sede i contenuti della mia informativa, anche perché sarebbe irriguardoso nei confronti dei Senatori. Posso però garantire che riferirò, in piena trasparenza, su tutte le circostanze e le notizie che sono a conoscenza mia e di tutti i Componenti del Governo che presiedo. Questo intervento - promette - sarà l’occasione per ribadire al Parlamento la nostra collocazione geo-politica e per confermare la mia più elevata sensibilità nella tutela della nostra sicurezza e sovranità nazionale".

Conte: "Nuova maggioranza? Senza di me"

Infine, una battuta sulle indiscrezioni secondo le quali, se M5S e Lega dovessero continuare a litigare, si potrebbe addivenire ad una nuova maggioranza. Conte si chiama sostanzialmente fuori da questa ipotesi.

"Da ultimo, prendo atto che nel dibattito pubblico si intensificano le congetture su scenari futuribili e su nuove maggioranze di governo, alcune delle quali mi vedrebbero personalmente coinvolto. Confido di potere completare questo faticoso impegno sino al termine naturale della legislatura. Se questa esperienza di governo dovesse interrompersi in via anticipata, non mi presterò, tuttavia, a operazioni opache o ambigue. Assicuro - conclude - che il percorso si realizzerà in modo lineare e trasparente, nelle sedi appropriate, per rispetto del Parlamento e dei cittadini".

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