Principio porto più vicino: Italia contro Francia e Germania. Parigi in 12 mesi ha respinto 18.000 migranti


Tra Italia e Francia è scontro sui migranti respinti a Ventimiglia piuttosto che a Claviere dalla gendarmeria. Dopo la denuncia delle Ong su migranti chiusi in container roventi e respinti irregolarmente verso l’Italia, oggi si è tenuto il vertice informale dei ministri dell'Interno europei a Helsinki.

Secondo il fattoquotidiano.it, che cita dati del Viminale, negli ultimi 12 mesi Parigi ha respinto 18.125 migranti in arrivo dall’Africa al confine, senza contare le espulsioni effettuate in base al Trattato di Dublino. La riunione di oggi tra Italia, Germania, Francia e Malta precede il vertice dei ministri dell'Interno e della Giustizia dell’Ue. Matteo Salvini ha ribadito il suo "no" al principio del porto più vicino per lo sbarco dei migranti.

Ma lo scontro non è solo tra Roma e Parigi ma anche tra Roma e Berlino perché la Germania come la Francia vuole approvare un documento che metta nero su bianco che i paesi che si affacciano sul Mediterraneo si facciano carico dell’accoglienza. Salvini ha commentato: "Abbiamo discusso di contrasto a traffico e attività illegali e rispetto delle leggi e della sovranità nazionale. Da più ministri di più Paesi è stata apprezzata la politica italiana di difesa dei confini che ha prodotto una drastica riduzione degli arrivi in Europa e dei morti nel Mediterraneo, alla faccia della sinistra".

Il leader della Lega ha insistito sulla necessità di una stretta sulle Ong del mare e sull’aumento delle espulsioni, specie verso quei paesi considerati sicuri. Secondo l’Ansa, Malta e Italia sono d’accordo sul fatto che le "regole della ricerca e soccorso in mare (Sar) non devono più essere sfruttate" - come si legge in un documento non ufficiale dei ministri dell'Interno dei due paesi - e che "le dinamiche attuali della migrazione richiedono una complessiva revisione delle regole e delle strategie che riguardano l'immigrazione irregolare via mare".

Sempre in questo documento si sostiene che "la gestione delle richieste d'asilo deve anche includere il rimpatrio delle persone la cui richiesta di protezione internazionale è stata respinta" rilanciando sui rimpatri condivisi e su un sistema di redistribuzione obbligatoria "per risolvere i conflitti a livello Ue in termini di solidarietà (...) in linea con le aspettative degli Stati Ue più esposti".

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