Lega-Russia, L'Espresso: "La trattativa è andata avanti almeno fino a febbraio 2019"

Matteo Salvini e Vladimir Putin

Le indagini sui legami tra Lega e Russia e i presunti finanziamenti al partito di Matteo Salvini sono in corso da parte della Procura di Milano e dopo gli sviluppi degli ultimi due giorni - la perquisizione dell'abitazione di Francesco Vannucci e l'avviso di garanzia per Gianluca Meranda - L'Espresso va avanti con la sua inchiesta e sostiene che la trattativa tra persone vicine alla Lega e la Russia non si sarebbe interrotta dopo quel vertice al Metropol di Mosca il 18 ottobre 2018.

La trattativa per finanziare la Lega, secondo il settimanale, sarebbe andata avanti almeno fino al febbraio scorso, appena tre mesi prima delle elezioni europee che hanno visto il partito di Matteo Salvini ottenere il 34,26% delle preferenze in Italia. Lo proverebbero i documenti che saranno pubblicati nel numero in edicola domenica prossima e di cui oggi è stato pubblicato un primo assaggio.

Tra questi documenti c'è anche una proposta commerciale preparata da una banca d'affari di Londra e indirizzata alla compagnia petrolifera russa Rosneft, il cui proprietario di maggioranza è il governo russo, che include proprio i dettagli discussi durante quell'incontro al Metropol. La proposta sarebbe stata inoltrata appena dieci giorni dopo quel vertice rimasto segreto per mesi.

La negoziazione, però, sarebbe andata avanti fino al febbraio scorso, come dimostrerebbe una nota interna della Gazprom, la più grande compagnia petrolifera di cui il governo russo è proprietario al 50% e la risposta inviata da Gianluca Savoini alla banca di Londra il cui rappresentante al tavolo di Mosca sarebbe stato proprio l'avvocato Gianluca Meranda:

In questa risposta, Meranda cita esplicitamente Eni come compratore finale della maxi fornitura petrolifera, allegando una lettera di referenza commerciale della società di Stato italiana.

La questione si fa quindi ben più complessa di quanto immaginato finora, mentre il Ministro dell'Interno Matteo Salvini continua ad ignorare le sue responsabilità davanti al Parlamento e sminuisce la vicenda nella speranza che tutto finisca nel dimenticatoio quanto prima. È evidente, però, che col passare delle ore sta succedendo l'esatto contrario.

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