Migranti, Von der Leyen: "Dobbiamo fare in modo che le persone non salgano sui gommoni"

La neo eletta presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha già le idee chiare sugli obiettivi della nuova Europa e tra questi c'è anche, e non poteva essere altrimenti, il problema dei flussi migratori e il discusso e criticato accordo di Dublino che secondo l'ex ministro della Difesa tedesca è totalmente sbagliato.

Intervistata da Repubblica, a proposito delle politiche migratorie europee ha dichiarato:

Gli ultimi anni ci hanno insegnato come non mai che le risposte semplici non ci portano da nessuna parte. Si sente dire solo 'chiudete le frontiere e l'immigrazione cesserà' o 'dobbiamo salvare chiunque nel Mediterraneo e basta'. L'immigrazione non sparirà e ci sono limiti a quanta immigrazione possiamo assorbire. Allo stesso tempo abbiamo bisogno di risposte umane. Un approccio comprensivo è urgente, dobbiamo investire pesantemente in Africa per ridurre le pressioni migratorie. Allo stesso tempo dobbiamo combattere il crimine organizzato, riformare Dublino e fare in modo che Schengen possa sopravvivere perché siamo in grado di proteggere le nostre frontiere esterne.

Anche chi abbraccia la soluzione semplicista dell'"aiutiamoli a casa loro" troverà positive le parole della presidente della Commissione UE:

Il nostro approccio politico dovrebbe essere quello di focalizzarci sul fatto che queste persone non salgano su un gommone. Abbiamo combattuto il crimine organizzato in maniera efficace con la Turchia, il Marocco e l'Algeria. Ma una volta che le persone intraprendono i loro viaggi della morte, siamo obbligati a intervenire. Salvare vite è sempre un obbligo, ma salvarle non risolve la questione più generale, che è molto più grande. E quando i profughi arrivano a terra, bisogna essere chiari. Chi arriva illegalmente e non ha diritto all'asilo, deve tornare indietro.

La situazione è complessa e sono diversi i fronti su cui lavorare in parallelo, anche se la certa propaganda tende a semplificare tutto per accalappiare voti facili. Le premesse, stavolta, sono buone e ora, come dicevano i sostenitori del governo gialloverde fino a pochi mesi fa, non ci resta che "lasciarli lavorare" e attendere i primi e si spera celeri risultati.

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