Roberto Formigoni chiede i domiciliari: parere favorevole dal procuratore generale

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Roberto Formigoni, in carcere dal 22 febbraio scorso dopo la condanna definitiva per il caso Maugeri, chiede tramite i suoi legali che gli vengano concessi gli arresti domiciliari, come previsto per i detenuti con più di 70 anni. L’ex governatore della regione Lombardia, giudicato colpevole di corruzione, si trova nel penitenziario di Bollate per scontare 5 anni e 10 mesi di reclusione.

Davanti al tribunale di Sorveglianza di Milano Formigoni ha accettato la condanna, presupposto per richiedere i benefici penitenziari, richiedendo l'autorizzazione per fare volontariato in un convento di suore per la restante parte della pena.

"Mi conformo alla sentenza. Comprendo il disvalore dei miei comportamenti" ha detto Formigoni secondo quanto riferisce Tgcom24. La misura cautelare richiesta è ostacolata dalla legge cosiddetta Spazza corrotti, approvata dal governo lega-M5s, anche se gli avvocati dell’ex governatore e parlamentare, Mario Brusa e Luigi Stortoni, sostengono il principio di non retroattività della norma penale.

La difesa di Formigoni porta avanti l’argomento della concessione dei benefici penitenziari, valevole anche per i condannati per reati di mafia o terrorismo, una volta che la magistratura accerti che non sia più possibile fornire elementi utili.

Il sostituto procuratore generale di Milano si è espresso favorevolmente per i domiciliari. La decisione del tribunale dovrebbe arrivare lunedì prossimo, 22 luglio. Sempre per la vicenda Maugeri la Corte dei Conti ha contestato a Formigoni e altri imputati un danno erariale da 60 milioni di euro.

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